LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
lunedì, marzo 31, 2003
Ma andate a cagare.
Nuova spaccatura in vista nell'Ulivo. Cofferati il Cinese scende in campo al grido di "fermiamo la guerra subito, non il prima possibile", inserendosi nel dibattito di una sinistra gia'divisa tra quelli che ne' con Bush, ne' con Saddam, quelli che un po' piu' con Bush, quelli che un po' piu' con Saddam, quelli che con Blair, quelli che meglio una guerra breve con pochi morti, quelli che meglio una guerra lunga cosi' gli americani imparano.
Nel frattempo i generali americani decidono che i tempi della guerra si allungano, per cui i morti saranno piu' di quelli preventivati.
Stanno con Cofferati o con D'Alema?
L'avevo detto.
L'altro ieri sono entrato da Ricordi per comprare l'ultimo CD di Ben Harper. Verificata la presenza dell'infausto (per il mio stereo) logo "protezione dalla copiatura", ho posato il CD e sono uscito. L'ho comprato dall'extracomunitario piazzato a pochi metri dal negozio.
5 euro, si sente benissimo. Come me.
Yawnn.
Odio l'ora legale.
venerdì, marzo 28, 2003
L'attualita' incombe, e' inutile cercare di scacciarla, torna indietro come un boomerang e rischia di far male tutta in una volta.
Gli anglo-americani si stanno infognando in Iraq, non occorreva chissa' quale intelligenza e chissa' quale selezione genetica per capire l'alta probabilita' di uno scenario come quello che si va delineando.
Non e' che non ci abbiano pensato, anzi molte considerazioni sono state fatte per tempo. Peccato fossero tutte concentrate sul dopo, sul day after, sulla spartizione della torta.
Il durante doveva essere una formalita' da sbrigare in cinque minuti.
E invece ci si sono messi di mezzo i pacifisti, i francesi e oggi anche i civili iracheni, che anziche' festeggiare l'arrivo delle bombe, crepano e fanno un sacco di rumore.
Che rompicoglioni.
(E cosi', buon ultimo, ho segnalato l'inquietante sito dell' "intellighenzia" americana oggi al potere (Rumsfield, for example). Grazie a b.georg, che ringrazia tutti gli altri)
Della programmazione genetica, del cervello umano e di Dio.
Avvertenza: quella che segue è una collezione di seghe mentali della peggior specie. Potrebbe nuocere gravemente alla salute di chi legge (quella di chi scrive è già compromessa)
Vabbè, io vi avevo avvertito, di qui in poi sono affaracci vostri.
Chè poi, diciamolo, sono un po' titubante ad affrontare il discorso sui Massimi Sistemi, ho sempre paura che capiti di qua (non càpita, ma se càpita?) quello che ha letto tutto Popper e mi dica: si vede che non hai mai letto Popper, guarda che minchiate scrivi.
E io, che in effetti non l'ho letto, non saprei come rispondere.
Andiamo avanti, facciamoci del male.
Ieri sera leggevo un articolo su Le Scienze, si parlava di programmazione genetica.
Sintetizzando trattasi di una versione algoritmica dell'evoluzione darwiniana. Data una serie di regole di costruzione di oggetti, di accoppiamento (nel senso sessuale) tra loro e di una misura della bontà dell'oggetto rispetto ad uno scopo prefissato, si fa evolvere in modo casuale una popolazione di oggetti iniziali, selezionando e facendo "accoppiare", però, solo quelli che più si avvicinano alla funzionalità cercata (misura minima). In più, casualmente, ogni tanto si operano delle mutazioni genetiche sugli oggetti selezionati, in modo da far evolvere la specie.
Esempio: gli oggetti potrebbero essere reti di resistori, condensatori e induttori, collegati tra loro in modo casuale. Si incrociano gli oggetti prendendo parte di una rete e parte dell'altra e collegandole. Quello che si cerca è una precisa funzione di trasferimento, per esempio un filtro passa-basso (quello dei sub-woofer per intenderci). Ogni tanto si introduce, per esempio, un induttore a caso a mo' di mutazione genetica.
All'inizio nessun oggetto sarà adatto. Per una data generazione si fanno accoppiare solo le reti che più assomigliano al filtro passa-basso, in modo che ad ogni generazione ci avviciniamo sempre più all'oggetto cercato.
La cosa funziona talmente bene che in questo modo, in pochissimo tempo, sono stati scoperti circuiti che, per un determinato scopo, funzionano pure meglio di quelli brevettati.
La differenza è che i secondi sono frutto del processo di astrazione umano, della modellizzazione matematica della funzionalità cercata, mentre i primi sono conseguenza del caso, guidato unicamente dalla "selezione artificiale".
I circuiti genetici, inoltre, sono sicuramente meno "eleganti" di quelli modellati e contengono un sacco di roba che sembra non servire a nulla.
Ma il fatto che più mi ha colpito è che spesso questi circuiti genetici non si capisce proprio come facciano ad operare, sfuggono al processo di modellizzazione della mente umana.
A questo punto mi pongo un problema, anzi due, anzi parecchi, ma mi limito:
1) Problema più semplice.
E' forse questo il motivo per cui molti tentativi di modellizzare l'intelligenza umana (leggi Intelligenza Artificiale) sono ad oggi miseramente falliti?
Se la programmazione genetica permette in "pochi" passi di creare circuiti più adatti di quelli creati in anni di modellizzazione umana, quale complessità dovremmo mai gestire per replicare (anzi per imitare pallidamente) il comportamento di un oggetto frutto di milioni di anni di selezione naturale, quale il cervello?
2) Problema più generale (e più sdrucciolevole, occhio che arriva quello di Popper e mi mazzia).
Ma un'intelligenza è in grado di capire realmente se stessa? Oppure per comprendere e modellizzare i propri processi dovrebbe essere più "intelligente" e a questo punto diventerebbe più complicata da capire (da capirsi) in una rincorsa che manterrebbe invariate le distanze?
3) Problema più pericoloso, qui mi mazziano tutti quelli che leggono (per fortuna pochi, pochissimi quelli che ancora non si sono rotti e sono arrivati fino a qua).
Dunque il processo di mutazione, incrocio e selezione sembra essere più efficiente di quello della modellazione matematica.
E però non richiede alcuna forma di intelligenza che lo guidi, se non per un modesto (a confronto) sforzo iniziale nel definire le regole; il resto del processo, infatti, viene operato dagli oggetti tra i più stupidi in circolazione: i computer (nel campo posso dire qualcosa).
Perciò Dio, per creare la roba più complessa di cui si abbia notizia, il cervello umano, invece di mettere giù un progettino complicatissimo, ma pulito pulito, avrebbe sotto-sfruttato la sua infinita intelligenza per affidarsi, come un tecnico qualsiasi, al gioco dei dadi (Dio gioca a dadi). Dando origine ad un'accozzaglia abbastanza schifosa da vedere e piena di parti ridondanti e inutili, esattamente come un circuito genetico.
Mi verrebbe da dire: o Dio non c'è, o noi si è semplicemente frutto di un qualche Suo esperimento, giusto per testare la bontà di un modello molto più pulito.
Le ultime considerazioni sono di parte, lo ammetto, vengono da un non credente.
Tra l'altro molto limitato, con un cervello che non era stato selezionato, in origine, per farsi le pippe.
mercoledì, marzo 26, 2003
That's incredible!
Per non turbare la popolazione, l'apposita autorita' inglese di vigilianza vieta ai media del Regno Unito la trasmissione di brani che possano anche vagamente richiamare lo scenario di guerra. Censurati quindi tutti i brani dei B52's e perfino l'innocua Sex Bomb.
Analoghi provvedimenti sono attesi in Italia, si vocifera in particolare di una censura integrale della cantante Mina.
martedì, marzo 25, 2003
Mi confondo.
Il mio amico Adrix ha ragione e ha torto.
Ha ragione quando dice che la sinistra italiana abbonda di mediocri dirigenti, la cui visibilità è proporzionale alla loro pochezza.
La specialità dalle nostre parti è, non da oggi, la politica del distinguo, del primato del "duri e puri", della scissione dell'atomo.
A ciò si aggiunge la recente corsa, tutta berlusconiana, alla visibilità personale, all'Ego in mostra, un tempo contenuta e trattenuta nella rigidità stalinista del vecchio PCI e oggi esplosa nelle mille correnti dei DS, nei Bertinotti a proprio agio tra un bel décolleté e la faccia di Bruno Vespa, nelle mediocri e ridondanti interviste del Cofferati, nei Pecoraro Scanio e nei Rutelli, nelle Fondazioni che nascono come partiti su misura del loro presidente, nei rappresentanti dei movimenti, picconatori di partiti tradizionali, ma già così simili ai politicanti contro cui si scagliano.
Tutta in questo filone è contenuta la recente avventura della doppia manifestazione per la pace a Roma, vicenda cui noi, modesti elettori di questa sinistra scalcagnata (peraltro consci che dall'altra parte siam messi ben peggio), cui noi, uomini e donne che aspirano alla pace tra i popoli e quindi più modestamente alla pace nella sinistra, avremmo volentieri evitato di assistere.
Ha ragione da vendere il vecchio Adrix, ma non quando cade proprio nella trappola del distinguo, rifiutandosi di fare propria la bandiera della pace per non confondersi con gli estremisti dell'urlo-TV.
Trovo che l'unico aspetto positivo di questa crisi in Medio-Oriente, sia la nascita di un movimento eterogeneo, la "contaminazione" di persone provenienti da culture e percorsi molto diversi, unite sotto un'unica bandiera, denominatore comune di uno stesso sentimento e della stessa indignazione.
La contaminazione della manifestazione degli agricoltori che si trasforma in un happening per la pace (stupendo!), di quella degli insegnanti che antepongono il dramma dell'Iraq a quello della Moratti (drammi assolutamente confrontabili nella prospettiva di un prof).
In quest'ottica, perciò, anch'io mi confondo, mi mescolo volentieri, e rinuncio al mio punto di vista unico, di certo migliore degli altri, per andarmene a braccetto di Casarini, Bertinotti, D'Alema, Cofferati, Rutelli, del Papa e dei preti tutti.
Perfino di Pecoraro Scanio, vah.
lunedì, marzo 24, 2003
Amelie è latitante da un po'. E' un buon segno, lei tendenzialmente scrive quando sta male.
Il sottoscritto continua a scaricare qualche turba mescolata a qualche minchiata (non sempre distinguibili), dimostrando una resistenza oltre ogni più ottimistica previsione.
Ultimamente capita spesso di chiedermi il senso della mia presenza qui, confesso di non voler trovare una risposta (non a caso il blog manca di una "linea editoriale").
Ho la sensazione che il giorno in cui scoprirò il motivo di tutto questo, smetterò di scrivere.
sabato, marzo 22, 2003
Eureka!
Finalmente un segnale di discontinuità nella dirigenza RAI, finalmente una TV pubblica attenta alla qualità e non soltanto al metro dell'audience.
Ad onor del vero il TG2 già ai tempi di Craxi era il mio telegiornale preferito, ma -diciamocelo- ha sempre trasmesso una sensazione di incompletezza, come se mancasse quel quid che separa un ottimo prodotto da uno perfetto.
Oggi possiamo dire che la trasmissione-portento Eureka, riduttivamente definita "traino", completa il format e proietta definitivamente il tg diretto da Clemente Mimun ai livelli dei migliori notiziari mondiali.
Mi sono appassionato a questo giochino della banconota, veramente una bella idea. Durante il Tg mandano il numero di serie di una banconota da 5 euro, il possessore porta a casa un bel po' di quattrini.
Stasera sentivo la fortuna al mio fianco, mi ero davvero convinto di poter vincere. Così ho seguito attentamente il TG2 e quando è uscito il numero mi sono precipitato a guardare nel portafoglio. Per dindirina, non avevo appena speso l'unica banconota da 5 dal verduraio?
Ma non mi sono perso d'animo, dovete sapere che questo gioco l'hanno proprio pensato bene, se nessuno recrimina la banconota si può vincere telefonando e rispondendo ad una domanda sulle notizie appena trasmesse dal TG.
Ho seguito per benino il telegiornale e mi sono accorto che si parlava solo della guerra, dei bombardamenti a tappeto su Baghdad, dei morti, delle manifestazioni, tanto che alla fine mi sono convinto che la domanda avrebbe riguardato proprio questa benedetta guerra.
Quando hanno detto che nessuno aveva telefonato confermando la banconota, ho pensato che era fatta e mi sono precipitato al telefono. Ma una signora mi ha anticipato.
Mi sembra che la domanda fosse sulla Juventus, ma non ho capito bene, perchè ero proprio arrabbiato, la fortuna mi ha tradito anche questa volta.
A ben pensarci sono stato proprio sfortunato. Una sfortuna pazzesca.
Mi chiedo se ci sia al mondo qualcuno più sfortunato di me.
S'alzano i roghi al cielo, s'alzano i roghi in cupe vampe
S'alzano gli occhi al cielo, s'alzano gli occhi in cupe vampe
Se volete ascoltare una voce perfetta interprete dello spirito del tempo, andate ad un concerto dei PGR (stanno girando l'Italia, stasera erano a Catania)..
Non ve ne pentirete, garantito.
giovedì, marzo 20, 2003
Oggi ho aderito alle sciopero di due ore proclamato da CGIL,CISL e UIL per protestare contro la guerra del Soldato Bush.
Lo dico qui perchè altrimenti la notizia sarebbe arrivata unicamente all'impiegato dell'Ufficio del Personale (lo stesso che normalmente contabilizza le mie ore di sciopero come ferie, e io a supplicare che mi tolgano i soldi dallo stipendio).
Ora almeno lo sappiamo in una dozzina di persone.
Purtroppo qualcosa e' successo, tra l'altro senza successo.
La bandiera qua sopra resta, si intende.
mercoledì, marzo 19, 2003
Vado a dormire.
Vorrei che nel frattempo non succedesse proprio niente.
Buonanotte.
martedì, marzo 18, 2003
Disagi.
Come ho già avuto modo di dire, sono lo sfortunato possessore di un numero, in assoluto esiguo, ma per me anche troppo importante, di quote azionarie dell'azienda in cui lavoro. Vivo la cosa con un certo disagio, anzi con due: un disagio che definirei effimero e intrinseco e l'altro serio e contingente.
Effimero e intrinseco.
Comprare azioni della propria azienda vuol dire diventare proprietario di una parte di essa. Il Consiglio di Amministrazione, a cui io (moooolto indirettamente) in definitiva rispondo, risponde a sua volta agli azionisti, cioè (in teoria) anche a me.
Perciò devo rispondere (un po') a me stesso e non so bene se approfittarne per cazzeggiare ogni tanto (magari per scrivere sul blog) o se cazziarmi quando non faccio il mio dovere.
Serio e contingente.
Veniamo alle cose serie.
La Borsa in questi giorni ha recuperato parecchio terreno una volta certa la guerra.
Da bravo moralista, confesso tutto il mio disgusto per l'assoluto cinismo delle piazze finanziarie e per le speculazioni che avvengono sulla pelle della gente che soffre. Ma non è questo il punto, ciò che realmente mi turba è che io stesso sto guadagnando (più del 10% in questi giorni) sulle prossime disgrazie del popolo irakeno.
Se l'uomo più stupido del mondo dovesse decidere di radere al suolo l'Iraq e di ammazzare tutti gli irakeni, potrei magari raddoppiare il capitale.
Non so perché, ma l'idea di una caduta delle Borse e di un ridimensionamento del mio capitale al primo attentato terroristico, non riesce a sollevarmi da questo peso.
lunedì, marzo 17, 2003
Retorica pacifista. Embè?
Gesu` piccino piccio`, Gesu` Bambino / fa che venga la guerra prima che si puo` / fa che sia pulita come una ferita piccina piccio` / fa che sia breve come un fiocco di neve./ E fa che si porti via la mala morte e la malattia / fa che duri poco che sia come un gioco. / Tu che conosci la stazione, / tutti quelli che ci vanno a dormire / fagli avere un giorno l'occasione di poter anche loro partire / partire senza biglietto, senza biglietto volare via / per essere davvero liberi non occorre la ferrovia / e fa che piova un po' di meno sopra a quelli che non hanno ombrello / e fa che dopo questa guerra il tempo sia piu` bello. / Gesu` piccino piccio`, Gesu` Bambino comprato a rate / chissa` se questa guerra potra` finire prima dell'estate / perche` sarebbe bello spogliarci tutti e andare al mare / e avere sotto gli occhi e dentro al cuore tanti giorni ancora da passare. / E ad ogni compleanno guardare in cielo essere d'accordo / e non avere piu` paura, la paura e` soltanto un ricordo. / Gesu` piccino piccio`, Gesu` Bambino alla deriva / se questa guerra deve proprio farsi fa che non sia cattiva / tu che le hai viste tutte e sai che tutto non e` ancora niente / se questa guerra deve proprio farsi da che non la faccia la gente. / E poi perdona tutti quanti tutti quanti tutti quanti tranne qualcuno / e quando poi sara` finita fa che non la ricordi nessuno.
(F.De Gregori - Gesù Bambino - 1979)
(C.S.I. - Occidente - 1994)
sabato, marzo 15, 2003
Frammenti di blog paralleli
"[..]il quotidiano viaggio di ritorno verso casa, ad esempio. La tangenziale verso le 18, flussi di luce che si rincorrono, sovrapponendosi, superandosi, ramificandosi fino a invadere tutto lo spazio disponibile, ad inglobarsi la corsia d'emergenza non appena uno, il primo, decide che basta, è troppo tardi, è tutto troppo lento per essere sopportato.
In questo caos organizzato, infilato in un piccolo interstizio mobile, mi capita di sentire lo spazio tra me e la morte assottigliarsi, tendere sinistramente alla distanza che separa il mio mezzo da quello che segue. Sensazione accompagnata da una certezza quasi consolatoria, l'idea di un finale nel flusso che non può prescindere da una degna colonna sonora. Un brano notevole, emozionante, che, un attimo prima del congedo, riconoscerei come quello giusto."
Nel mentre il Nostro si produceva in un lezioso assolo e io mi stavo producendo nella prima parte del pensiero, "veramente un fenomeno", il tipo davanti ha frenato bruscamente. Sono un ragazzo prudente e mantengo più o meno le distanze, purtroppo trovo sempre dei coglioni che dietro mi si appiccicano ad un metro mentre la coda scorre a 100 Km/h.
Non so come abbia fatto ad evitarmi, me lo sono trovato che strisciava il pneumatico a fianco della mia auto.
La prima cosa che ho pensato è che il coglionazzo aveva provato a farmi morire ascoltando Steve Vai. Il quale, per tutta risposta, ha attaccato un altro assolo.
"Dicevamo? Ah sì, che du' palle".
giovedì, marzo 13, 2003
Brutta storia questa della RAI.
Una storia di arroganza, di conflitti di interesse, di devoluzionisti volgari e lottizzatori, di regole sovvertite, di istituzioni screditate, di liberisti a giorni alterni (che schifo la polemica sullo stipendio di Mieli, ma lorsignori accetterebbero una nuova occupazione peggio retribuita?), una storia perfino di antisemitismo e di volgari allusioni (vuole quello stipendio perche' ebreo).
Una bella collezione di schifezze anche per il nostro paese di merda, non c'e' che dire.
Se i Comunisti Combattenti volessero davvero destabilizzare questo paese (o meglio, "disarticolare il Progetto Imperialista": ma come cazzo parlano?), non si dedicherebbero all'assassinio di indifesi professori, ma piuttosto alla sistematica distruzione dei ripetitori TV, pubblici e privati. Allora si' che qualcuno entrerebbe in agitazione.
Io stesso mi sentirei piu' solo la sera; alla lunga, pero', i benefici della disintossicazione dal Brunovespismo scommetto si farebbero sentire.
mercoledì, marzo 12, 2003
Non dite ad alcuno di noi.
Tocca segnalare un altro post di Leonardo (metto il link tra i blog, così non vi rompo più).
Stavolta il nostro prof. di Italiano mi ha un po' terrorizzato disegnando foschi scenari, dove spavaldi (ma sprovveduti) blogger lanciati all'assalto del Tempio vengono abbattuti sulla soglia da potenti Uomini dalla Querela Facile.
Sono caduto come un macaco dal pero, non avevo mai riflettuto seriamente sugli oneri che lo scrivere pubbliche minchiate sul più inutile dei blog porta con sè.
Ho riletto con una certa apprensione tutti i miei precedenti post, ricercando possibili appigli per avvocati avidi di euri, e confesso di aver provato un brivido nel mentre scorrevano le parole del post su Luttwak: "il Luttwak, negli States, non se lo caga nessuno".
Cazzone! Chi te l'ha detto? Ti sei documentato a sufficienza? Metti che il Luttwak sia davvero un pezzo grosso e che abbia i suoi bei contatti con la CIA, che, tra l'altro, non ricorre alla querela per regolare i conti pendenti.
L'anonimato non mi protegge, il nick(apov) è già un buon indizio. E poi non devono essere in molti quelli di Treviso che si trasferiscono a Catania per lavorare, i trevigiani terroni dentro sono cosa rara. E che dire di quelli di Treviso che lavorano a Catania, ma che hanno la ragazza a Napoli? Se ce n'è qualcun altro me lo faccia sapere, ché fondiamo un club esclusivo (affiliato al club Millemiglia Alitalia).
Sarei veramente fottuto, mi si passi l'eufemismo.
Sarei.
Per fortuna questo blog, come il Luttwak, non se lo caga nessuno.
domenica, marzo 09, 2003
Guardate quel nikapov a cosa ha ridotto questo blog!
Ma siamo uomini o caporali?
Ora ci penso io ad alleggerire la cosa:
187 blogger's
Non sempre i clienti chiamano un call-center arrabbiati, spesso si tratta di persone che hanno semplicemente voglia di chiacchierare, e intrattenersi con loro per un operatore è spesso un modo per rilassarsi un po' e magari farsi anche due risate...
L'arancia
Dopo aver ricevuto una semplice informazione il cliente non ha voglia di riagganciare e allora per far piacere all'operatrice pensa che sia doveroso parlare bene della Telecom:
- Signorina credo che sia giusto spezzare un'arancia a favore della Telecom.
- Mi dica.(Intanto amèlie si chiede: ho capito bene o male...? Indaghiamo...)
- Infondo siete un'azienda con tanta esperienza e non è facile uscire da anni di monopolio.
- Guardi non sono molti i clienti come lei che capiscono gli sforzi che deve fare un'azienda per rinnovarsi.Ora non perchè ci lavoro ma mi sembra proprio giusto spezzarla...
- E spezziamola 'sta arancia vah!
Avevo capito bene.![]()
La Canon
Il cliente si è un po' lamentato per la bolletta alta, abbiamo scoperto che in realtà ha fatto 15(!) ore di chiamate sui cellulari, ma lui comunque vuole intrattenersi a parlare ancora un po':
- Si ma signorina anche voi! Non fate altro cha aumentarlo questo canon.![]()
- Guardi il canonE serve per coprire le spese di manutenzione degli impianti(così dico per addolcire la pillola, in realtà ignoriamo tutti la sua funzione).
- Ma si rende conto che pago solo 25 euro di canon
al mese!
- Certo, ma se il costo della vita aumenta in genere e le tariffe possiamo solo ribassarle qualche ritocchino al canonE dobbiamo farlo...
- Ma sapete quanti clienti in più avreste se toglieste questo canon
.
- Lo sappiamo e chissà magari un giorno lo togliamo proprio il canon.
Mi arrendo, ha vinto lui, da oggi dico Canon
.
sabato, marzo 08, 2003
Match Point
Ozpetek batte Muccino: 6-0 6-4 7-5 (calo finale dell'italo-turco)
venerdì, marzo 07, 2003
"Sai cosa dice Hans Magnus Enzensberger sulla televisione? Sono d'accordo con lui."
Il celebre (grazie a Moretti e al suo "Caro Diario" ?) e multiforme intellettuale tedesco ieri compariva in un'interessante intervista su Repubblica.
Non e' online, niente link per questa intervista in cui il filosofo se la prende con i "golpisti" della scienza, a suo dire molti degli studiosi che si occupano di materie relativamente nuove quali la biologia (o meglio la biotecnologia) e le neuroscienze. Secondo Enzensberger a queste discipline mancherebbe una sorta di peccato originale analogo a cio' che per la fisica e' stata la costruzione della bomba atomica. Come dire, aspettiamo il primo clone umano, ammesso che sia sufficientemente peccaminoso.
In ogni caso l'intellettuale tedesco con il cognome piu' difficile del mondo esprime concetti magari non sempre condivisibili, ma comunque (credo) interessanti.
Come in questa breve intervista di qualche anno fa, in cui parla di matematica, di internet e, guarda un po', di televisione.
giovedì, marzo 06, 2003
Perché Quellarobalà è (pur sempre) Quellarobalà.
Potesse fulminarmi Zeus se ho visto più di 10 minuti di Quellarobalà. Stasera mi sono pure sparato un improbabile film di pseudo-fantascienza su RaiDue (ah, i film di RaiDue!) pur di non cadere in tentazione.
In compenso non mi perdo un articolo di Repubblica sull'argomento. Mi sono reso conto che tutto starebbe in piedi anche se Quellarobalà esistesse solo nelle cronache.
Arggghhh, l'ho fatto. Porca miseria, l'ho letto troppo tardi e oramai ho già parlato di Quellarobalà. Quel personaggino interessante anzichenò che risponde al nome di Leonardo aveva esplicitamente invitato a non farlo, a non parlare di Quellarobalà. E io invece ho fatto pure della facile ironia su Quellarobalà e ho peccato.
Come questa mattina, che' c'avevo una vaga idea (molto vaga in verità) di fare il digiuno e invece mi sono dimenticato anche solo di decidere. Sparandomi direttamente una colazione da kilo.
Sono un cazzone, ecco.
mercoledì, marzo 05, 2003
Nuova proposta.
Gli organizzatori del Festival di Sanremo sono preoccupati per un possibile attacco americano in Iraq, la concomitanza con la popolare rassegna canterina di certo rovinerebbe la festa.
Modesta proposta: invitare Bush e Saddam ad esibirsi/concorrere sul palco dell'Ariston e poi bombardare direttamente il Festival.
martedì, marzo 04, 2003
Dubbi.
Che senso ha oggi dirsi (e agire come) terroristi rossi? Non è una domanda scontata, mi piacerebbe davvero porla ad uno dei compagni che aspettavano i Comunisti Combattenti trenoviaggianti alla stazione di Arezzo.
Voglio dire, la strategia di un terrorista islamico, per quanto abberrante, è chiara. L'obiettivo di un separatista basco pure. Con un certo sforzo posso spingermi a capire perfino un brigatista negli anni '70, il ragazzo si è fatto prendere dagli slogan e mi è andato un po' lungo. "Voi aspettatemi qua, io vado un po' avanti e quando è il momento vi chiamo per la Rivoluzione". Bella minchiata, ma forse la prospettiva non aiutava a capirlo.
Ma oggi? Chi dovrebbe seguirli a questi qua? Quale discussione vorrebbero suggerire se genera più dibattito l'ultima pubblicità della Levis?
Cosa li distingue da un assassino comune? Il fatto di scegliere le vittime? Questa semmai è un'aggravante, me li mette sullo stesso piano di un serial killer qualsiasi. Forse è un problema di emarginazione, ma quanti dovrebbero mettersi a sparacchiare allora?
No, dev'essere che provano un gusto sadico nel decidere della vita di gente che non può difendersi. Ricadiamo nella psico-patologia, il Comunista Combattente e Donato Bilancia, il killer delle prostitute. Almeno lui ha avuto il buon gusto di non dichiararsi prigioniero politico.




