LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

domenica, settembre 28, 2003

 

L'evento quasi impossibile, ovvero: tutto in un "quasi".

La prima cosa che mi è tornata alla mente stamane, una volta realizzato che mezza Italia era al buio, è stata una scena del film "Caro Diario".
Nanni Moretti all'uscita dal cinema dopo aver visto "Henry pioggia di sangue", commenta:
"Eppure ricordo di aver letto qualcosa di positivo su Henry, non so esattamente dove, mi riprometto di cercare l'articolo appena arrivato a casa".

Ricordo di aver letto qualcosa di positivo sulla rete elettrica italiana, qualche importante personaggio aveva escluso che fenomeni di black-out come quelli avvenuti negli States, potessero accadere da noi. Non appena sarà ripristinata l'elettricità, mi riprometto di cercare sul Web.

La mia attesa è stata più lunga di quella di Nanni.
Ora del distacco 3.20, ore del ripristino a Catania: 18.30 circa. 15 ore per tirar su un interruttore, niente male.

Un breve giro dei blog mi permette di risolvere l'arcano, qualcuno ha condiviso la mia visione.
L'articolo è in realtà un'intervista rilasciata a Repubblica dal presidente del Gestore Nazionale della Rete, non un pirla qualsiasi.
Tra l'altro Carlo Andrea Bonini, questo il suo nome, dichiara:
"Una concatenazione rara di sventure che ha portato al peggior ammanco di corrente della storia americana. Ma anche una vicenda quasi impossibile in Italia, paese che ha i suoi problemi ma non rischia un maxi blackout per una migliore qualità della rete e l'interconnessione coi paesi confinanti".

Ah beh, se ci sono i paesi confinanti...
A proposito, non vi pare che qualcosa non torni?
Vado a memoria: l' 84% dell'energia elettrica di questo paese è prodotta dalle nostre centrali, il restante 16% viene comprato all'estero. Pare che sia saltato quel 16%.
Possibile che in una notte tra il sabato e la domenica di un settembre temperato, il paese possa richiedere l'84% del picco massimo di corrente sostenibile dalla nostra rete?
No di certo. E allora significa che stanotte (e quante altre volte ancora?) molte nostre centrali non erano attive e noi si stava allegramente ciucciando energia dalla Francia.
Sicuri allora che l'argomentazione per cui è assolutamente necessario costruire nuove centrali, sia pertinente in questa occasione?
A che servono nuove centrali se teniamo spente quelle che ci sono già?

La dietrologia si può spingere molto in avanti, anzi, molto indietro.
Si potrebbe partire dalla lobby che in Italia (e non solo) preme per la costruzione di nuove centrali e per un ritorno al nucleare (personalmente sono abbastanza d'accordo, ma non è questo il punto). Si potrebbe continuare osservando che un orario migliore per un distacco, un impatto più indolore sull'economia del Paese, difficilmente si sarebbero potuti congeniare.
Si potrebbe concludere in un'apoteosi di fantapolitica, invero un po' di bassa lega, ipotizzando che qualcuno abbia voluto far festa alla "Notte Bianca" di Walter Veltroni.

Si potrebbe fare una doccia e andare a letto, vah.
Chi mi spegne la luce?




























rilasciato da nikapov | 23:58 | commenti (1)

giovedì, settembre 25, 2003

 

Il principe

...il principe Amedeo d'Aosta...ma principe di che?
Mica esiste un regno in Italia!
Esiste forse un principato d'Aosta? No.
...principe...mah?




rilasciato da amelie | 23:55 | commenti (5)

 Sì, sì, proprio Amedeo. D'Aosta.
Aggiornamento: e ora che ore sono?
Ecco, un attimo fa il TG1 ha dato la notizia, dieci secondi dieci, giusto il tempo di dire "Modigliani è morto, aveva vinto il Nobel".
La notizia è la terzultima, appena prima dei Raccomandati di Carlo Conti e comunque dopo il matrimonio del Principe dei miei coglioni.
Ah, naturalmente nessun cenno all'intervista.



rilasciato da nikapov | 20:23 | commenti

 

Modigliani chi? Amedeo?
Che ore sono? Beh, guardate qua sotto tra "commenti" e "scarabocchiato da nikapov".
Un'ANSA delle 19.34 riporta la notizia della morte del premio Nobel per l'economia, Franco Modigliani.
Il TG1, tuttora in corso, non ha fatto il minimo cenno alla notizia.
Forse per non dover parlare della sua ultima intervista?





rilasciato da nikapov | 20:17 | commenti

martedì, settembre 23, 2003

 

Se la scaffa prende il volo.

Questo blog deve delle scuse.
Non saprei bene a chi o a cosa, di sicuro da queste parti si è parlato male di certa Sicilia e certa Sicilia forse non lo meritava.
Si è parlato di scaffe, dell'asfalto solubile, di mafia e di appalti assegnati ai soliti noti, si è fatta della demagogia, insomma, e si sono tirate conclusioni affrettate e strumentali.
Facciamo ammenda e prendiamo atto che i fatti ci smentiscono, che la realtà impone talvolta la verità: in Sicilia vive una rarissima bestia che si nutre di asfalto e che si diverte a sabotare sistematicamente la viabilità dell'Isola.
E' una specie di figura retorica vivente, una sinèddoche, la parte per il tutto, guarda che bella figa!, ma anche il produttore per il prodotto, la scaffa, così si chiama la bestia, proprio come la buca in cui incappa il distratto e (di lì a poco) bestemmiante automobilista.
Non ne siete convinti?
Perché non avete visto le facce delle due inglesi al check-in, interrogative dell'interrogativo "sicuri che questa lo sappia l'inglese?", mentre questa ripeteva con involontaria comicità: "the ground is collapsed".
E poi vi siete persi la conversazione telefonica con l'amico Albertano, in partenza da Catania per Genova:
"Ehi Albert, sto arrivando, ce la faccio a salutarti prima dell'imbarco?"
"Tranquillo, hanno chiuso l'aeroporto, dice che si è aperto un cratere (ha detto cratere?) in mezzo alla pista"
"Un che?"
"Un cratere"
"Un cosa?" (io capisco "cratere", 'sto vivavoce che mi ha regalato Amelie sarà mica una mezza ciofeca?)
"Vieni qua e capisci"

Ecco, giuro che per qualche minuto ho immaginato che l'Etna stavolta avesse sparato basso, molto basso, e preciso, terribilmente preciso.
E invece era il tipo dell'Alitalia che la faceva un po' tragica, sì insomma, il cratere era una buca, una mega-scaffa sulla pista, "a causa dell'anomala escursione termica di questi giorni" dirà il comunicato ufficiale. Un'escursione termica di quattro o cinque gradi al massimo.
Ovviamente c'è qualcosa che non torna , ma non tiratemi fuori la vecchia storia della mafia e degli appalti, vi sembra che un fatto così comico, due giorni di caos aereo per una scaffa nella pista di decollo, possa avere una causa così seria?
Ne sono certo, la colpa è della scaffa, l'animale sinèddoche, l'animale burlone che stavolta ha puntato in alto e ha voluto strafare.
Perché la mafia forse esiste, ma la scaffa di sicuro.






















rilasciato da nikapov | 00:45 | commenti (1)

martedì, settembre 16, 2003

 Ho bisogno di scrivere.
Appena un po'.

rilasciato da nikapov | 23:50 | commenti

sabato, settembre 06, 2003

 Spicchi.

Stazione di Villa S.Giovanni, ore 19.38. L'Eurostar è in perfetto orario, bene, occorre attraversare lo Stretto al più presto, l'ultimo autobus per Catania partirà tra poco più di un'ora.
Poi più niente, anzi no, c'è una corsa sostitutiva del treno, "ma parte dopo mezzanotte, fa tutta la costa, in città arriva alle 2.30" - dirà il tizio quando saremo a Messina.
Ora non dice niente, corre sulle immobili scale mobili alla ricerca di una via per la nave e io lo sto seguendo, sembra saper il fatto suo e invece non sa un bel niente, si è perso nel labirinto di lamiera ed è incazzato.
La nave ha venti minuti di ritardo e dovrebbe essere già a Messina, ma ora è qui e sta partendo senza di lui, e senza di me, ma questo a lui non interessa - "è uno schifo, Berlusconi dovrebbe privatizzare tutto".
Peggio di un disservizio può essere solo un disservizio da cui non si possa trarre beneficio - per fortuna c'è Berlusconi - penso.  
Il nostro uomo scommette sul ritardo del traghetto successivo e invece partiamo regolari, non ci saranno problemi per l'ultima corsa.
In verità c'è un autobus sostitutivo, "ma parte dopo mezzanotte e arriva alle due e mezza. E' un'esperienza al limite, a quell'ora salgono solo prostitute ed extracomunitari. Sia chiaro, io non sono razzista".
Ecco, l'ultima frase è in più, ma ti perdonerò, mi andrà di fare quattro chiacchere più tardi quando saremo scesi dal traghetto.
Ora però mi piace stare solo sul ponte della nave, in questa serata limpida e ancora troppo calda, e la luna che si fa spazio tra qualche nuvola con il suo spicchio sottile ed il resto della sfera che sembra interpolarsi a partire da quel piccolo angolo illuminato, finché realizzi che stai guardando il debole riflesso della terra sulla superficie buia della luna e ti chiedi se da lassù si potrà vedere il riflesso di quel riflesso sulla nostra notte.
Cazzo - penso, e la parolaccia rafforza il pensiero - non credo ci sia al mondo qualcosa capace di emozionarmi più del cielo, di Marte che sta sorgendo e si distingue dalle navi sullo sfondo, tanto è brillante, delle costellazioni che non conosco e che forse non ho mai visto prima, perché troppo basse sull'orizzonte per non annullarsi nella luce uniforme della pianura padana o della piana di Catania.
E poi penso che lo dovrei scrivere nel blog, anzi no, magari apparirei patetico, racconterò di aver scoperto che mi piace viaggiare in treno, un'occasione unica per finire un libro, per leggerne un altro e cominciarne un terzo, dell'irreversibile abbandono del "Pasticciaccio Brutto" a metà dell'opera, dei diritti del lettore di Pennac, oppure potrei parlare di Piero Ottone e delle sue insopportabili lezioni di bon-ton sul Venerdì di Repubblica, di quella volta che scrisse un intero pezzo sull'abitudine di scaccolarsi in macchina, per cui ora mi aspetterei un intero volume su quelli che scorreggiano in autobus, se becco 'sto schifoso, per fortuna siamo quasi a Catania e, se tutto andrà bene, tra una mezz'oretta sarò a casa.











rilasciato da nikapov | 01:06 | commenti (2)

giovedì, settembre 04, 2003

 

Notizie tarocche

Notizia numero uno:
secondo il TG2 le retribuzioni nelle grandi aziende sarebbero aumentate mediamente del 4.2% nel solo mese di giugno.
Sono contento per quello che si è beccato l' 8.4%.

Notizia numero due:
Secondo il TG1 e il TG2 (e scommetterei anche sul TG5), Berlusconi avrebbe detto che i giudici del processo Andreotti sono matti. Naturalmente si trattava di una battuta.
E' strano, perché leggendo la Repubblica online, avevo inteso che, secondo il nostro Lider Maximo, TUTTI i giudici sarebbero degli squilibrati, non solo quelli che hanno giudicato Andreotti.
Per dirimere la questione sono andato a beccare l'intervista originale (la versione integrale è qui):

These judges are mad twice over! First, because they are politically that way, and second, because they are mad anyway. To do that job you need to be mentally disturbed, you need psychic disturbances. If they do that job it is because they are antropologicamente different!

(Questi giudici
[quelli del processo Andreotti, ndNK] sono pazzi due volte! Primo, perché lo sono politicamente, e secondo, perché lo sono comunque. Per fare quel lavoro devi essere uno mentalmente disturbato, devi avere qualche disturbo psichico. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi!)

Beh, non mi sembra ci siano molti margini interpretativi.
In ogni caso, vale la pena leggersi tutta l'intervista, soprattutto se siete studenti di psicologia e state preparando una tesi su "Il potere tra paranoia e manie di grandezza", oppure se state scrivendo la sceneggiatura di un film demenziale e cercate spunti per la caratterizzazione di un medio dittatore sudamericano.

(E se il tutto facesse parte di una raffinata strategia, volta a giocare la carta della seminfermità mentale al prossimo processo?
Naturalmente si fa per scherzare, sono solo paradossi)
















rilasciato da nikapov | 21:55 | commenti

mercoledì, settembre 03, 2003

 

QUANDO FINISCE L'ESTATE

Succede sempre all'improvviso, ogni anno...
Succede che un giorno esci da lavoro ed è già notte, un vento freddo ti gela i piedi nudi nei sandali...
Succede che alzi gli occhi al cielo e vedi tornare nuvole gravide di pioggia pronte a bagnarti la braccia ancora nude...
Succede che ti scopri sdraiata sul divano a guardare la TV con la finestra chiusa...
Succede che vai a letto senza alzare i capelli e cerchi coi piedi il lenzuolo a coprirti le gambe...
Succede sempre all'improvviso, ogni anno: un giorno ti accorgi che non è più estate.






rilasciato da amelie | 23:27 | commenti (2)

martedì, settembre 02, 2003

 

Sì, va bene, "Free Adriano", ma Free anche mio cugggino.

A proposito di giustizia su misura.
La faccenda "grazia a Sofri" mi pare stia assumendo i contorni dell'ennesima forzatura delle regole a soluzione di casi particolari.
Non si potrebbe riportare il discorso nei canonici binari di un privato confronto tra Ciampi e Sofri?
Cos'è tutto questo casino?






rilasciato da nikapov | 00:39 | commenti

 

Mozzarella di bufala.

(Premessa post messa: nel suo commento di oggi su Repubblica, Guido Anselmi dice, naturalmente molto meglio, le cose che ho provato a scrivere qui sotto. L'avessi saputo prima avrei messo direttamente il link e mi sarei risparmiato la solita faticosissima lotta contro la naturale tendenza all'ingarbugliamento del mio italiano).

C'è un pensiero che emerge chiaro dalla caotica galassia polista: l'idea che gli italiani siano una massa di coglioni.
Sia chiaro, non è cosa nuova e anzi contiene una sua parte di verità. E comunque l'idea non è esclusivo patrimonio della Casa delle Libertà.
I politici di quest'area, però, eccellono nella specialità, spronati dal confronto (invero impari) con il loro conducator, il Piazzista Palazzinaro Supremo, e aiutati da un allenamento che solo un dispiegamento di tecnologici mezzi, quale quello gestito da "Silvio e i Suoi Parenti", può garantire.
Non è tanto l'equazioni italiani=coglioni a darmi fastidio, piuttosto essere trattato io stesso da gonzo.
Io, me stesso, uno che gonzo spesso risulta, ma, insomma, serve anche un minimo sindacale di classe se si vuole fottermi, non è che può arrivare il primo Fra' Marini Pataccaro, con Fratel Giornale e l'Allegra Commissione d'Inchiesta, per convincermi che tutto (ma proprio tutto, 'na roba anche un po' da morti di fame, in dieci sullo stesso affare) l'establishment del centro-sinistra si è intascato i soldi della tangente di Telekom Serbia.

Cosa sia successo in questa faccenda non lo so, non mi ci voglio neanche troppo impegnare, me lo dicano i magistrati.
Ma la si finisca di prendermi per il culo.
Mezza notizia sulla sentenza IMI-SIR ("il più grande episodio di corruzione dal dopoguerra") e ottanta TG su Telekom Serbia, con il nemmeno tanto implicito tentativo di mettere sullo stesso piano le due vicende.
Giudici accusatori, indagini, prove, rogatorie, carte, giudici giudicanti, sentenza: colpevoli -- contro -- una Commissione Parlamentare, la giustizia a misura di maggioranza.

La gente capisce un cazzo, ovvio, si beve tutto, tutti ladri, nessun ladro.
E se qualcosa capisse, poco male, l'importante è che si sia spostato il limite dell'accettabile un po' più avanti.
Abbastanza avanti perchè il più moderato dei polisti, nientepopodimenochè la terza carica dello Stato, questa sera, possa mettere sullo stesso piano la teste Ariosto, riconosciuta attendibile da una sentenza di un tribunale, e il teste Marini, patentato ballista, per le sue balle da altri giudici arrestato.



















rilasciato da nikapov | 00:25 | commenti