LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

giovedì, marzo 25, 2004

 

L'Odissea Reloaded - Terza e forse ultima puntata -
(e questo è solo il riassunto)

Scena quarta: Qualche tempo dopo, solito scenario.

E: Buonasera sono Elide, in cosa posso esserle utile?
U: Elena non c'è?
E: Chi?
U: Lasci perdere, piuttosto qui è arrivata la pista, ma la barca non si muove, direi che non c'è la corrente.
E: E' normale signore, per la corrente deve pazientare qualche altro giorno.
U(sconsolato): Capisco, arrivederci.

Scena quinta: La corrente finalmente si è messa in moto, Ulisse è appena sbarcato da uno dei suoi viaggi.

(Voce maschile dall'alto): Ulisse!
U: Nettuno?
P: No, sono Paride. Devo consegnarle una barca veloce uno dei prossimi giorni, volevo capire quando posso trovarla sulla spiaggia.
U: Una barca per la corrente?
P: Certo.
U: Deve esserci un errore, io ce l'ho già una barca in affitto.
P: Quindi non la vuole?
U: Beh, direi di no, non vorrei che Nettuno me la facesse pagare due volte.
P: Capisco, arrivederci.
U: 'derci.

Scena sesta: Questa volta Ulisse sta partendo per un viaggio.

(Nuova voce maschile): Ulisse?
U: Chi è stavolta?
Anonimo: Devo consegnare una barca veloce ad un certo Ulisse.
U: Sparta zozza! Vi ho già detto che non la voglio la vostra fottuta barca. Ce l'ho già, capito? Sto già pagando l'affitto!
A: Va bene, arrivederci

Scena settima: Ulisse è in piedi davanti al mare, sembra parecchio alterato.

S: Se ho ben capito lei mi sta dicendo che non c'è la corrente.
U: Ha capito benissimo, cosa cavolo è successo?
S: Mi faccia controllare. Eh sì, la collega, povera sciocca, le ha fornito una pista con la barca, anzichè una senza. Lei ha rifiutato la barca ed è come se rifiutasse la corrente, capisce?
U: No, non capisco.
S: Guardi, in giro ci sono delle semidee improvvisate, proprio scarse. Gliela metto a posto io la cosa, le riattivo la corrente senza chiedere la barca, va bene?
U: Speriamo.

Scena ottava: Qualche tempo dopo, Ulisse sta passeggiando sulla spiaggia.

(voce maschile dall'alto): Lei e' Ulisse?
U: Sì sono io, dica.
V: Devo consegnare una barca veloce e ...
U (tono disperato): Io ce l'ho già la barca
V: Non la vuole?
U: No, no, non sia mai: la voglio. Quando me la fa trovare?
V (tutto soddisfatto): Lunedì mattina verso le 8.00 la troverà sulla spiaggia.
U: Va bene, non mancherò, arrivederci.
V: Arrivederci, grazie.

U: Pista "Katanìa", è Ulisse che chiama!
A: Buonasera sono Alessandra, come posso aiutarla?
U: Un tizio mi ha appena contattato, vuole portarmi la barca.
A: Ma lei ce l'ha già la barca!
U: Appunto.
A: No guardi, lei non può avere due barche.
U: Lo so benissimo, è per questo che l'ho chiamata.
A: Lei la deve rifiutare.
U: Sì, ma l'altra volta avete fermato la corrente.
A: Mi faccia controllare una cosa ... senta, ho bloccato l'invio della barca.
U: E se quella arriva lo stesso?
A: Lei deve rifiutare.
U: Mi sa che invece me la prendo.
A(scandalizzata): Ma lei così avrebbe due barche! Lei non può avere due barche!
U: Va bene, cerchi di fermarla, allora.
A: Lo consideri già fatto.

Scena nona: Ulisse in piedi sulla spiaggia, sembra parecchio incazzato.

T: Signore, deve cercare di calmarsi, la prego.
U(gesticola, quasi piangendo): Lei ha mai sentito parlare della mia Odissea? Lo sa cosa ho passato là fuori? Beh, non è niente rispetto a ciò che mi state facendo voi.
T: Ci sarà stato un disguido, vedrà le farò riavere la pista in tempi brevi.
U: Non bastava la corrente, no, stavolta tutta la pista avete fatto sparire.
T: Stia tranquillo, in un paio di giorni riavrà la sua pista.
U: E la corrente?
T: ....

Scena decima: Ulisse e la moglie Penolope sono seduti di fronte al mare.

Penelope: Hai visto che luna stasera?
U: ...
P: La smetti di tormentarti? Hai riavuto la tua pista, vedrai che faranno ripartire anche la corrente.
U: ...
P: ...
U: Stanotte ho fatto un sogno curioso.
P (rianimata): Dai, racconta!
U: C'era un tizio che aveva l'ADSL , un giorno ha deciso di trasferirsi e ha fatto sospendere la linea telefonica. Dopo due mesi ha trovato una nuova casa e si è fatto trasferire la linea, in quel momento ha scoperto che la vecchia linea non era mai stata sospesa, perché l'operazione richiedeva il preventivo distacco dell'ADSL e nessuno si era mai preoccupato di emettere l'ordine. Poi ha dovuto attendere altri 15 giorni per avere il nuovo allacciamento della linea, più altri 15 per l'ADSL. Però c'erano dei tizi che lo perseguitavano per portargli il modem, ma lui il modem e l'aveva già, perché quello era solo un fottuto trasloco. Quindi ha rifiutato il modem e per tutta risposta gli hanno staccato l'ADSL, si è fatto riemettere un ordine senza modem, ma quelli il modem volevano portarglielo lo stesso. Così ha telefonato per far bloccare la spedizione,e stavolta gli hanno staccato direttamente il telefono. Il tecnico gli ha detto che il collega aveva staccato l'ADSL in centrale e poi si era dimenticato di riattaccare la sola linea telefonica. Ora è lì con il suo telefono e il suo modem, ma dell'ADSL ancora nessuna traccia.
P: ....
U: ....
P: Amore, sicuro che stai bene? Non ho capito una parola di ciò che hai detto.
U: Sto bene amore, non preoccuparti.
P: Ma quel sogno ...
U: Non ci pensare, a volte nei sogni succedono cose strane.

(The End ???)



































































rilasciato da nikapov | 23:16 | commenti (3)

 

Intermezzo.
Ogni tanto penso che il mondo sta andando a puttane e io mi occupo solo di cazzate.
Poi mi dico: almeno non appesantisco la situazione.



rilasciato da nikapov | 17:50 | commenti (2)

mercoledì, marzo 24, 2004

 

L'Odissea Reloaded - Seconda Puntata -
(una storia quasi vera)

Scena seconda: Qualche tempo dopo, stessa spiaggia, stesso mare.

Nettuno (solita voce profonda): Dimmi Ulisse, hai avuto problemi?
Ulisse: No, no, qualche guaio qua e là, ma il "diskonetòs" mi ha sempre tirato fuori dai pasticci.
N: Allora perché mi chiami?
U: Mah, stavo pensando di traslocare, sai qui è molto bello, ma tutto questo girare mi ha fatto venir voglia di nuove cose. Mi chiedevo se si può portare la pista da un'altra parte.
N: Nessun problema, basta pagare.
U: Ah ecco, mi pareva. Il punto è che ancora non so dove andrò di preciso, devo girare per qualche tempo alla ricerca di nuova dimora. Non vorrei lasciar qui incustodita la pista, qualche manigoldo potrebbe navigare a mie spese.
N: Con un altro piccolo sovrapprezzo posso congelare questa pista in attesa che tu mi comunichi dove vuoi far arrivare quella nuova.
U: Sai che mi stai costando un patrimonio?
N: Vedi un altro dio del mare in giro?
U: Ad onor del vero ho sentito parlare di un qualche tuo collega che offre piste a prezzi più bassi.
N: (ride con tono tanto alto che il mare si increspa)
U: Che c'è da ridere?
N: Squallidi semidei incompetenti. Sai quanti naufraghi sono morti lungo le loro piste?
U: Ho capito, vah. Congela questa pista, appena mi decido ti comunico la mia nuova dimora.
N: Va bene, ma ricordati di portare con te la barca.
U: Con quello che mi costa vuoi che me la dimentichi?


Scena terza: Parecchio tempo dopo, nuova spiaggia, stesso mare.

Ulisse (urlando): Pista "Katanìa", è Ulisse che chiama!
(voce suadente, dall'alto): Buonasera sono Elena, in cosa posso aiutarla?
U: E lei chi è? Non si intrometta, devo parlare con Nettuno.
Elena(squittisce): Mi dispiace signore, il dio Nettuno è molto occupato e non può parlare con lei. D'ora in poi lo sostituisco io, sono una semidea dotata di grandi capacità e potrò sicuramente soddisfare le sue esigenze.
U: Senta semidea, io ero d'accordo con Nettuno che avrebbe portato qui la mia vecchia pista, lei può farlo?
E: Dunque, mi faccia controllare, Ulisse, Ulisse, pista "Katanìa"! Trovata!
U: Me la porta o no?
E: Mi ci vorrà un po' di tempo signore, ma lo farò sicuramente.
U: Un po' di tempo? Semidea, ha mai visto Nettuno all'opera? Istantaneo.
E: Ma lui è il dio del mare, io non ho i suoi poteri. Qualche giorno di pazienza e avrà la sua pista, glielo assicuro.
U: Va bene, va bene. Visto che c'è potrebbe dare un'occhiata allo stato della mia vecchia pista?
E (tutta orgogliosa): Perfettamente funzionante signore!
U: Vuole dire che non è stata congelata?
E: Ehm, doveva essere congelata?
U: Eh sì, porca Troia! Scusi eh, ma io è tre mesi che sono lontano da casa e lei mi dice che nel frattempo la pista è rimasta attiva?
E: Per congelare la pista occorre prima fermare la corrente e nessuno ha dato l'ordine di farlo.
U: E io che ne so delle vostre procedure? Io ho chiesto semplicemente di congelare la linea in attesa di spostarla!
E: Comunque non si scaldi signore, nessuno l'ha utilizzata, non risultano viaggi a suo carico negli ultimi tre mesi.
U: Meno male vah, per questa volta vi è andata bene.
E: A lei è andata bene, signore.

(continua)





































rilasciato da nikapov | 23:49 | commenti

 

L'Odissea Reloaded     -  Prima Puntata   -
(libero adattamento di una storia vera, peraltro ancora in pieno svolgimento)

Prologo: Ulisse è tornato dalla sua lunga crociera attraverso il Mediterraneo e ultimamente si sta annoiando proprio parecchio. Decide allora di contattare Poseidone, dio del mare, che come molte altre divinità sue colleghe, si è messo in affari e, per darsi un tono più internazionale, ora si fa chiamare Nettuno.

Scena prima: Ulisse è in piedi di fronte al mare presso la spiaggetta davanti alla sua dimora.

Ulisse: Quindi posso parlare con chi voglio?
Nettuno (non si vede, voce tonante da nessun posto): Con tutti quelli che hanno la pista, certo.
U: Figo, mi hai convinto, dammi subito la pista.
N: Ecco qua.

(in un niente compare una striscia perfettamente rettilinea di acqua leggermente più chiara, larga quanto un carro, che si perde a vista d'occhio verso l'orizzonte)

U: E ora?
N: Avvicina l'orecchio all'acqua...
Voce flebile, lontana: Uliiissseeee Uliiissseee
U: Ehi, ma queste sono le Sirene. Devo partire, devo andarci subito! Come hai detto che funziona quell'altra cosa?
N: Beh, ti costerà un po' di più.
U: Non mi interessa
N: Tu paghi il giusto e io metto in moto una corrente lungo la tua striscia, che ti porterà in un attimo dove vuoi.
U: Uau, e posso usare la mia vecchia barca?
N: Sì, ma in tal caso devo rallentare la corrente, la barca potrebbe sfasciarsi altrimenti. Se invece vuoi andare più veloce, mooolto più veloce, puoi acquistare una barca più robusta, oppure prenderla in affitto da me. Cosa ne pensi?
U: Non ho tempo da perdere, vada per l'affitto.
N: Ecco qua.

(sulla riva compare uno strano scafandro, oggi potremmo dire simile ad un sommergibile)

U: Cavolo, mai vista una barca del genere. Cosa c'è scritto lì? A-l-i-k-e. Alìke, bel nome!
N: Questa è una scheggia, viaggia velocissima portata dalla corrente della striscia, navigando sotto la superficie dell'acqua. Ti basterà pronunciare il nome della persona presso cui vuoi recarti e, se lei avrà la striscia, sarai lì in un attimo. E in un attimo, ovunque tu sia, potrai tornare a casa pronunciando la parola "diskonetòs".
U: E che cacchio vuol dire?
N: Niente, tu imparala e basta.
U: Diskonetòs, diskonetòs, diskonetòs. Imparata, facile.
N: E ora vai, le Sirene ti aspettano!

(continua)




















rilasciato da nikapov | 00:00 | commenti

venerdì, marzo 19, 2004

 

Prrrrrrrrrrr.

La Fiorella Kostoris Padoa Schioppa (tutta una parola, come Luca Cordero di Montezemolo) oggi sul Sole 24 Ore sostiene che per rilanciare l'economia del Paese ognuno di noi lavoratori dovrebbe rinunciare ad una settimana all'anno di ferie.
Alla Fiorella Kostoris Padoa Schioppa propongo una piccola variante: per far crescere l'economia, alle ferie rinuncino, ma stavolta in toto, solo i titolari di piu' di un cognome, cosicche' tutti gli altri possano godersi le ferie senza rischiare di trovarseli tra i coglioni.
Ah, ho gia' sentito la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, dice che e' d'accordo.



rilasciato da nikapov | 16:51 | commenti (1)

mercoledì, marzo 17, 2004

 

In Spagna ha vinto Al-Qaeda?

Messa giù così la domanda non può che avere una sola risposta: no, in Spagna hanno vinto i socialisti.
Riproviamo: in Spagna ha vinto anche Al-Qaeda?
Beh, ora le cose si fanno un po' più complicate.
Direi che dipende. Dipende da cosa voleva Al-Qaeda.
Se con l'attentato di Madrid si voleva liquidare Aznar direi che sono riusciti nell'intento; se si voleva precipitare il paese nel caos, magari facendo sospendere le elezioni, allora mi pare che Al-Qaeda abbia fallito.
Ma anche così suona troppo facile, ci sono altre domande, alcune temo senza risposta.
Per esempio: i socialisti avrebbero comunque vinto se non ci fossero stati gli attentati?
A vedere i sondaggi pare di no, ma da quando in qua i sondaggi pre-elettorali sono attendibili?
E ancora: se i Popolari non avessero taciuto/forzato (concediamoci queste due alternative) la vera matrice degli attentati dell'11 marzo, avrebbero comunque perso?
Perché da che mondo e mondo il terrorismo consolida i governi in carica (in Israele o nell'Italia degli anni di piombo, ma anche in America dopo l'11 settembre) e invece qui il meccanismo ha funzionato al contrario?
E soprattutto, come faceva Al-Qaeda a prevedere un tale rovesciamento della logica elettorale?
Non è che hanno semplicemente avuto, passatemi l'espressione, un colpo di culo?

Molte altre sarebbero le domande, alcune se le pone l'amico Adrix, il quale giustamente critica quanti dispensano facili risposte allo scopo di dar forza alle loro tesi precostituite.
Perché, se ci fate caso, rispondendo opportunamente alle domande precedenti, chiunque è in grado di dimostrare un qualunque teorema.

Ah, quasi dimenticavo, c'è ancora una questione che mi turba:
prendendo per buona l'idea che in Spagna si sia assistito ad un cambiamento delle intenzioni di voto nei tre giorni precedenti le elezioni, fossimo stati in Italia sarebbe mai potuto accadere?














rilasciato da nikapov | 01:06 | commenti (3)

martedì, marzo 16, 2004

 

Blowyright

Cercando tutt'altro (lo giuro, anche se so che nessuno mi crederà) con il mio programma preferito per il peer-to-peer, stasera mi sono imbattuto in un file dal titolo eloquente:
"[ebook ITA] Corso pratico di pompini - Aggiornato 2004.zip".
Confesso di essere stato ad un passo dal metterlo in download, non per un mio particolare interesse nella pratica (che, vi prego di credermi, personalmente non pratico), ma perché incuriosito da quel "Aggiornato 2004", che suggerisce chissà quali recenti evoluzioni in un settore che vanta millenni di storia.
Purtroppo (o per fortuna) il fresco decreto legge che porta la firma del ministro Urbani ha fatto sì che per ora abbia desistito dal mio insano proposito.
In compenso ho notato che il file è già condiviso da molti utenti, i quali a questo punto non hanno niente da perdere e a cui perciò faccio un appello:
mandareste una email al ministro chiedendo se il materiale in questione è coperto da diritti d'autore?








rilasciato da nikapov | 00:55 | commenti (9)

lunedì, marzo 15, 2004

 

Legge(nde) Urbani   (ora stiamo esagerando)

Si narra che un tempo il mondo fosse guidato da un grande impero, l'Impero Mondiale d'Occidente, che cadde improvvisamente, come in una enorme implosione, non già a causa di forze esterne ed ostili, pure allora molto diffuse, ma piuttosto per colpa di un uomo di cui ancora si ricorda il nome, Giuliano Urbani.
Egli allora era ministro sui generis di un governo sui generis di uno stato sui generis e un giorno ebbe la bella pensata di far promulgare una legge che trattava alla stregua di pericolosi criminali i giovani che si scambiavano, senza alcun fine di lucro, film, musica e software attraverso programmi per il peer-to-peer.
Migliaia di ragazzi vennero prima condannati a pagare multe che il ministro definiva simboliche, ma che in realtà crearono grandi disagi a chi non era un figlio di un ricco ministro. I loro computer, inoltre, vennero sequestrati.
I giovani, già perseguitati dal ministro Fini perché si facevano le canne, caddero in un profondo stato di prostrazione (oltre che in miseria) e disdirono in massa i loro abbonamenti ADSL, a questo punto diventati inutili.
Inoltre rottamarono i loro lettori di musica MP3, portatili, da tavolo o autoradio che fossero (tra l'altro queste ultime crearono molti problemi a chi in auto veniva fermato dalla Guardia di Finanza).
Venne stroncato sul nascere il mercato dei lettori DIVX da tavolo e anche il settore dei tradizionali lettori DVD subì un tracollo.
I giovani che si erano fatti una vasta cultura musicale grazie al peer-to-peer, non potendosi permettere un CD alla settimana, dapprima comprarono un po' di musica commerciale dai pirati, poi iniziarono a disertare i concerti e infine persero ogni interesse per la musica.
Anche chi masterizzava CD per conservare copie personali, un po' alla volta smise di comprare supporti vergine che continuavano ad aumentare di prezzo a causa di una tassa sul diritto d'autore.
Infine, pur essendo nata per difendere le opere cinematografiche, la legge Urbani non portò alcun beneficio al cinema; il divX, d'altronde, si proponeva come un qualcosa di complementare alla proiezione in sala, in modo analogo alla televisione, al satellite e al DVD.
Disgraziatamente la legge dello stato sui generis venne considerata all'avanguardia dagli altri governi dell'Occidente, che non si resero subito conto dei terribili risvolti in essa contenuti e quindi la adottarono nella loro legislazione.
Fu così che il nascente e promettente mercato dell'elettronica digitale di consumo subì un tracollo e fu così che la conseguente reazione a catena sull'economia mondiale fece crollare le già fragili fondamenta dell'Impero Mondiale d'Occidente.











rilasciato da nikapov | 01:11 | commenti

sabato, marzo 13, 2004

 Otto per mille.

Mi auguro che Bossi si riprenda.
Sarebbe terribile scoprire che Dio tifa per il Vaticano.




rilasciato da nikapov | 20:00 | commenti (4)

 

Note.

¹Fossi spagnolo spererei fosse stata Al Qaeda. Invece spero sia stata l'Eta.

²Ricordo una frase inquietante pronunciata dal nostro Premier all'indomani dell'11 settembre.
Diceva più o meno che non ci saremmo dovuti più preoccupare di attentati simili, perché Al Qaeda era come quel giocatore che allo scadere della partita mette dentro un canestro da centro campo: riprovasse altre mille volte non ci riuscirebbe più.
Ho visto le immagini di Silvio da Aznar l'altro ieri e dietro alla maschera di dolore che il Nostro mette su per l'occasione, me lo sono immaginato che pensava "Visto che avevo ragione? Questo qua non è neanche un tiro da tre!".

³A proposito della maschera di dolore di Silvio, secondo me qualcuno dei suoi consiglieri d'immagine dovrebbe farglielo notare: così è troppo, davvero eccessiva e poi non è che può fare sempre la stessa faccia in tutte le occasioni tristi, dai funerali di Biagi all'incontro con Aznar (ché quasi pareva quest'ultimo a dover fare le condoglianze).
Alla fine uno potrebbe addirittura pensare che a Silvio, dei casini del mondo, non gliene importi più di tanto.




rilasciato da nikapov | 19:52 | commenti

 

"Va bene signori, sgomberare, non c'è nulla da vedere, è solo un blog che si rianima".

Questo blog non ha avuto modo e tempo di aggiornarsi per un po', diciamo che ha avuto da fare.
Niente di importante, sia chiaro, ordinaria amministrazione, cose come cambiare lavoro, traslocare da Catania/Napoli a Milano o quasi, trovare una nuova casa decente e non troppo cara, tentare di arredarla, andare più o meno a convivere, installare una nuova linea telefonica, attendere una connessione ADSL che stia in piedi per più di trenta secondi, trovare il tempo per scrivere un post.
Nel frattempo il blog ha compiuto un anno e, nonostante l'età, graficamente non è cambiato per nulla.
Altro che lifting.




rilasciato da nikapov | 18:31 | commenti (3)