LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

martedì, novembre 30, 2004

 Lo dimostrasse.

Tasse piu' basse:
masse alle casse?


rilasciato da nikapov | 13:55 | commenti (2)

domenica, novembre 28, 2004

 

Il Roipnol fa un casino, se mescolato all'alcol
(Il ritorno di Brianza Psicopatica)

Un tizio entra ed esce con aria indaffarata dalla porta che divide la sala d'aspetto dal Pronto Soccorso di un ospedale brianzolo.
Esibisce un telefonino di ultima generazione che accende e spegne continuamente, provocando un baccano infernale grazie ad un jingle superpolifonico in dolby sorround con crescendo inarrestabile e virtuale esplosione finale.
Cerca di fare delle telefonate, apparentemente senza molto successo.
Cammina avanti e indietro, sia alza e si siede, esce all'esterno, poi entra in Pronto Soccorso e via saltellando di qua e di là.
Ad un certo punto, seduto nella sala d'aspetto, comincia a conversare con un tipo che sta leggendo la Gazzetta e a cui ha appena scroccato i soldi per la macchinetta del caffè. Il tono di voce è molto alto, gesticola in continuazione, sembra molto eccitato.

- Buono il caffé però, eh?
- Eh sì.
- No perché non è mica facile trovare un caffè del genere in giro.
- ...
- Sa, io ho appena comprato una macchinetta del caffé.

Segue un quarto d'ora d'orologio in cui il tizio in un crescendo di entusiasmo pari solo a quello del suo telefonino spiega nei minimi dettagli al suo muto interlocutore di come la sua macchina del caffé funzioni (sul meccanismo automatico per la pulizia del calcare siamo quasi all'orgasmo), di come si collochi nel mercato delle macchine da caffé e, con approssimazione del centesimo all'anno, di quanto gli faccia risparmiare sui sei/sette caffé al giorno che lui prima consumava al bar.
A questo punto il tipo della Gazzetta si risveglia dal torpore.

-
Beh, ma smetterà prima o poi, sa?
- (preso in contropiede dall'interruzione) c...come scusi?
- Dico, anch'io bevevo tutti quei caffé, ma ho smesso quando hanno cominciato a tremarmi le mani.
- (ripresosi subito) No beh, ma io non ho mai avuto problemi, sa?

Si alza e rientra in Pronto Soccorso.
Dopo qualche tempo esce Amelie, reduce dall'ennesima colica renale.
In macchina si discute della sua avventura, ormai di routine.

-
Ma hai visto quel tizio che era sulla barella accanto alla mia?
- Amelie, io mica sono entrato, lo sai che non mi fanno entrare.
- Ti chiedo se l'hai visto perché entrava e usciva continuamente.
- Non l'ho notato.
- Beh, devi sapere che è arrivato al Pronto Soccorso perché sentiva un dolore al petto. Al medico ha raccontato di essersi scolato mezza bottiglia di whisky ieri sera, assieme a due pastiglie di tranquillante.
- Apperò
- Sì poveraccio, dice che si sta separando dalla moglie e chiedeva di poter chiamare il suo avvocato. Per questo entrava e usciva, tanto che ad un certo punto un infiermere gli ha fatto un cazziatone. Aveva un telefonino che faceva un casino terribile.
- Aspetta un attimo, mi stai dicendo che quello non era un medico? Azz, adesso mi spiego un po' di cose.
- Era fuori del tutto, come hai fatto ha scambiarlo per un medico?
- No, sai, lo vedevo andare e venire con tanta disinvoltura e poi gli infermieri lo facevano entrare, così ... E per fortuna che il caffè non gli faceva male.
- Ho sbirciato la sua scheda mentre il medico mi dimetteva, indovina di dov'è?
- Di Xyz?
- Bravo!

Xyz è un paesino dell'Alta Brianza di cui avemmo modo di parlare in questo post.
Le (ad oggi) quattro persone di quel paese che ho conosciuto sono, ad essere buoni, dei soggetti assai singolari.
Lungi da me fare sciocche generalizzazioni, pero' diciamo che se fossi uno psichiatra e dovessi aprire uno studio privato, prenderei in seria considerazione il borgo di Xyz.












































rilasciato da nikapov | 22:27 | commenti (3)

giovedì, novembre 25, 2004

 

Le vibrazioni.

Il milanese non e' troppo avvezzo all'evento tellurico.
In mattinata, qui in ufficio, era tutto un fiorire di capannelli in cui si faceva a gara a chi fosse corso fuori piu' in fretta.
In un angolo, un siciliano in trasferta che candidamente ammetteva di essersi limitato ad una rotazione sull'altro fianco.



rilasciato da nikapov | 12:00 | commenti (2)

domenica, novembre 21, 2004

 Nostalgie a rischio.

Le cronache dell'amico Nunzio raccontano di una ragnatela rosso-arancione che intrappola il vulcano.
Ora ci si mette anche Adrix, ed io mi (di)struggo di  nostalgia pensando alle antiche, frequenti, notturne sortite verso il calore della lava.
E mi pento di non aver prenotato per tempo il solito tragitto Padania-Trinacria targato VolareWeb.
Mi pento?




rilasciato da nikapov | 15:19 | commenti (3)

giovedì, novembre 18, 2004

 

Giovin Signore, o a te scenda per lungo
di magnanimi lombi ordine il sangue
purissimo celeste, o in te del sangue
emendino il difetto i compri onori
e le adunate in terra o in mar ricchezze
dal genitor frugale in pochi lustri,
me precettor d’amabil rito ascolta.

Psss...ehi, sono ancora in giro quelli del Parini?

A voi il nome Parini cosa ricorda?
A me un liceo che ho scoperto, mio malgrado, godere di un certo prestigio, ancorché irrimediabilmente compromesso da una terribile storia di cronaca nera.
Eppure fino a qualche giorno fa le cose andavano diversamente.
Intendo dire che per me prima il Parini era solo un odiatissimo autore.
Ricordo di averlo detestato al liceo, lui e quel suo antipatico "Giovin Signore", lui e quel suo vocabolario ricco di vezzeggiativi a rischio diabete.
Non sopportandolo, l'ho ingoiato come fosse una medicina troppo dolce.

Sarà per questo che a me la storia del liceo milanese allagato è risultata subito insopportabile.
Già dal nome, "Parini", cazzarola, ho pensato, dev'essere pieno di gente antipatica.
Fossi uno dei suoi studenti e fossi, per uno strano scherzo della natura, un tipo simpatico, come minimo gli darei fuoco.
Naturalmente dovrei essere molto diverso dal Nikapov liceale, il quale non a caso era un tipo secchione, un po' sfigato e neanche tanto simpatico.
Lui al Parini sarebbe stato pure bene, anzi probabilmente si sarebbe calato ancor più nella parte, ottenendo ottimi voti in tutte le materie, e i professori entusiasti, e i genitori orgogliosi. Magari si sarebbe pure fatto piacere quel minchione del Parini, guarda un po'.
Poi a trent'anni suonati da un pezzo si sarebbe voltato indietro, osservato in quel ruolo e infine odiato. Avrebbe letto sul giornale dell'allagamento della sua ex-scuola e avrebbe pensato: "io nella mia vita non ho mai fatto una cazzata, possibile?".
Le cose non sono andate così, sebbene oggi mi trovi comunque a pensare che qualche cazzata in più m'avrebbe fatto bene.

O magari no.
In quanto peccatore, forse sarei finito nella schiera dei tanti moralizzatori che di fronte ad una minchiata evidentemente sfuggita di mano ai protagonisti, si sono trovati a invocare pene da plotone di esecuzione, espulsioni da tutte le scuole del Regno in assenza del Regno, sospensioni che neanche quelle della Ferrari.
O magari mi sarei trovato tra quegli altri, i peccatori incapaci di proiettare il senso di colpa all'esterno, quelli che, divorati dall'angoscia, in manifestazioni dal carattere ossessivo-compulsivo si pongono ricorrentemente la domanda, anzi la Domanda.
"Dove stiamo sbagliando con i nostri figli?".

Perché, se non si era capito, quelli del Parini sono i nostri figli, anche se "nostri" qui significa soprattutto quelli della classe dirigente, di chi in questo paese tira le fila del dibattito, crea pubblica opinione.
I loro figli, moderni Giovini Signori, un domani sulle orme dei padri faranno carriera e oggi sono chiamati a rigare dritto, perlomeno in pubblico.
Pena lo sputtanamento generale, la trasformazione di un fatto privato, di un evento che normalmente si esaurirebbe in quattro calci in culo ed un bel risarcimento, in uno psicodramma nazionale.
Pena la vendetta dei "lo dicevo io" di chi si sente escluso dal giro e vorrebbe tanto entrarci, ma per ora si accontenta di vedere il sangue, non più purissimo e non più celeste, del figlio del padrone.
Il tutto sulla pelle di quattro ragazzini cui, in questo modo, viene comminata una pena non proporzionale alla loro coglionaggine, alla faccia di chi alla loro età si è perso davvero, magari in un quartiere di Napoli.
(Scusate, che sbadato, cosa c'entra, quelli mica son figli nostri)


























rilasciato da nikapov | 00:30 | commenti (1)

mercoledì, novembre 10, 2004

 Allergie.

Io non ho niente contro quelli che cominciano una frase con "Io non ho niente contro ..., pero' ...".
Pero' mi stanno sul cazzo, ecco.


rilasciato da nikapov | 15:48 | commenti (3)

venerdì, novembre 05, 2004

 

Non c'e' piu' religione.

Una volta per una bestemmia si finiva dritti all'inferno.
Oggi al piu' ti buttano fuori dalla casa del Grande Fratello.




rilasciato da nikapov | 17:21 | commenti (1)

 L'intelligenza sta.

Stamani mi ha fermato un tizio della Chiesa di Scientology, chiedendomi se io sapessi di come l'uomo sfrutti solo un 10% delle potenzialita' del suo cervello.
Gli ho risposto che secondo me lui ne sfrutta anche meno.


rilasciato da nikapov | 15:31 | commenti

mercoledì, novembre 03, 2004

 

Non ci resta che ridere.

Noi ci scherziamo su, ma la verità è che la campagna elettorale offre la possibilità di ascoltare due differenti opinioni su ogni problema. Il fatto è che entrambe sono di John Kerry.

Il Presidente Bush si e' sentito in dovere di tranquillizzare la popolazione e ha invitato a non smettere di mangiare la carne. Altrimenti, dice, avrebbero vinto le mucche.

(Jay Leno, via Macchianera)





rilasciato da nikapov | 17:51 | commenti (2)

 

Ispirato da un commento al post precedente.

Provo una sincera ammirazione per gli psicologi
Uno magari pensa che siano delle specie di astrologi, in realtà il loro è un lavoro molto più difficile.
Per esempio, lo psicologo non conosce il tuo ascendente.





rilasciato da nikapov | 00:49 | commenti

martedì, novembre 02, 2004

 

Vecchia Zelanda.

Nonostante l'accorato appello di Lester, nei giorni passati non ho trovato un momento tranquillo in cui buttar giù qualche impressione a caldo sulla Nuova Zelanda.
Stasera, assai cazzeggiante perché moglieprivato, ad un paio di settimane dal rientro in patria, potrei al limite confezionare un post che raccolga i sedimenti di quelle sensazioni.
E però sorge un problema.
E' noto che il neurone, come una piccola capacità elettrica, tende a scaricarsi nel tempo e l'intricata rete cerebrale che compone il ricordo a perdere di definizione con il passar dei giorni, come un quadro che vede sciogliere i suoi colori o una foto che si sfoca.
Si dà il caso che il processo di scarica si trovi ad essere particolarmente accelerato in colui che scrive, tanto che egli dubita di poter riportare su questo foglio un ritratto che sia in grado di trasmettere anche solo un briciolo di emozione in più di una Guida Mondadori.
L'invito perciò è di comprare suddetta guida, o meglio (molto meglio) quella della Lonely Planet, e di recarvi di persona all'altro capo del mondo.
Per il resto lascio ai posteri (coloro che leggono il post) una sentenza poco articolata, ma non per questo priva di fondamento: la Nuova Zelanda è semplicemente meravigliosa.
O almeno così mi par di ricordare.










rilasciato da nikapov | 22:57 | commenti (4)