LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
lunedì, agosto 22, 2005
La Pera dei popoli.
Giornata a suo modo significativa, quella di oggi, almeno per un paio di buoni motivi.
Innanzi tutto è il "day after" dell'esternazione,al meeting di CL, del Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, Marcello Pera: un discorso carico di significato il suo, meriterebbe qualcosa in più, in termini di riflessione, delle scomposte pernacchie che vengono da sinistra.
Il secondo motivo che rende speciale la giornata odierna, è che sono tornato al lavoro dopo quasi tre settimane di ferie, onde ragion per cui ho le balle girate e voglia di fare prossima alla cifra ingiustamente discriminata dal Sudoku.
Perché allora, mi sono chiesto, non mettere assieme le due cose e dedicare un po' del tempo normalmente speso tra pallosissimi simulatori di piattaforma e software bacati a quel simpatico giramondo (mondo delle Idee) del Pera?
Detto fatto, eccoci qua.
Riassunto del discorso del Nostro: l'Occidente non ha un'identità forte e la colpa è tutta del Relativismo, che mette sullo stesso piano e dà legittimazione a tutte le culture e civiltà.
La soluzione starebbe nel recupero della nostra originale e comune identita' cristiana, da intrecciare e fondere con i valori forti della Democrazia e della libertà, insomma 'na specie di democrazia cristiana, va.
A dispetto dell'ironico commento appena espresso, la questione non andrebbe liquidata con degli sfottò.
L'argomento possiede una sua forza, un fascino sinistro rafforzato dalla condizione contingente: se l'Islam avanza e s'impone, e non solo a suon di bombe, è anche per colpa nostra, poiché non siamo in grado di arginare la sua conquista, non sapendo bene cosa contrapporvi.
Saremmo, in sostanza, di fronte ad una condizione analoga a quella dell'Impero Romano. In crisi, senza identità, accogliamo in casa nostra i barbari che ci porteranno dritti verso un nuovo Medioevo.
E' così che andrà? Boh, che ne so.
Però lo stesso mi permetto qualche osservazione.
Lasciamo perdere per una volta la difesa di ciò che alcuni chiamano Relativismo, e concentriamoci sul tema dell'identità.
Per esempio, a me questa idea per cui l'Occidente sarebbe privo di un'identità definita, pare un po' una fesseria.
L'identità, il collante che tiene tutto insieme, l'idea fissa comune a tutti i popoli e tutte le culture d'Occidente (e non solo) esiste eccome e si chiama denaro.
I soldi, signori, la linfa della nostra società globalizzata, messa in circolo da quel mostruoso apparato che risponde al nome di economia capitalista.
Stiamo parlando di un collante fortissimo, un vero feticcio da adorare, il motore che tutto muove e che tutto permea.
Un meccanismo potente e istintivo, che permette di riprodurre le dinamiche della selezione naturale, per di piu' fornendo a chiunque l'illusione di potercela fare.
Talmente forte da costituire sostanzialmente il motivo occulto di guerre e scontri, inclusi quelli (presunti) di civiltà.
Valore per eccellenza, tale da rimpiazzare e rendere marginali tutti gli altri valori (morali e etici) propri di una società, compresi (e prima di tutto) quelli proposti dalla religione.
E allora, è giusto chiedersi, perché non andare alla guerra di civiltà con in mano una bandiera con la $ al centro?
Per due motivi essenziali:
primo, il denaro come totem e' difficilmente confinabile negli argini occidentali, e di fatto rischia di rappresentare un valore (più o meno consapevole) per tutte le parti in lotta (a differenza di Dio, in un'economia globale puo' esistere un solo denaro);
secondo, e principale, il denaro non ha una faccia presentabile, porta con sé un'idea di sporco, di contaminazione.
L'attrazione che verso di esso proviamo, e' pari solo al disgusto che ci provoca la sua ostentata adorazione.
Il denaro, percio', non puo' rappresentare un esplicito elemento di identità, al più può essere il motore nascosto che sta dietro all'auto-identificazione della società occidentale.
Si rende necessaria una bella coperta pulita da mostrare soprattutto a noi stessi, per non farci troppo schifo.
Quelli come il professor Pera sono alla cerca di un'identità di copertura da mostrare al pueblo perché questo, convinto e identificatosi, possa serrare i ranghi.
Di recente qualcuno ha provato a coprire l'odore dei soldi con il concetto di Democrazia, ma quest'ultimo non dev'essere parso abbastanza convincente nella veste di valore di riferimento per l'Occidente. Troppi malintesi sul significato del termine e, in fondo, poca presa sulle masse.
Perché allora, dev'essersi chiesto Pera, probabilmente memore dei suoi trascorsi marxisti, non far rientrare in gioco la vecchia, ma mai logora e comunque imbattibile in quanto a efficacia, idea della religione come collante?
D'altronde e' il gioco portato avanti dal "nemico", perche' non ricorrere alla sua stessa arma?
Diciamoci tutti cristiani, chi più o meno si riconosce nella definizione, peralto molto vaga e comunque all'occorrenza estendibile, di qua. Tutti gli altri di là e giu' di mazzate.
Discorso provocatorio? Eppure esiste una prova inconfutabile dell'artificiosità dell'operazione che Pera e i cosiddetti teocon (vedi alla voce Fallaci e Ferrara) stanno tentando: questi pensatori da novella Inquisizione, si dichiarano tutti atei.
Come dire: signori miei, noi a queste stronzate mica ci crediamo davvero.
Voi, però, siete pregati di considerarle elemento fondante della vostra identita' di buoni sudditi d'Occidente.
Peccato che anche qua sotto, a furia di adoremus per dollari e euri, il giochino cominci a non funzionare piu'.
Problema.
Se Tremonti liquida Monti, in quanti rimangono in corsa per la successione a Berlusconi?
(La soluzione nei commenti)
domenica, agosto 21, 2005
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