LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

giovedì, agosto 31, 2006

 Non c'e' un cazzo da ridere.

Secondo Amelie il post precedente sarebbe nettamente al di sotto dello standard di questo blog (che gia' di suo non e' un granche'). Per niente spiritoso, poco brillante, in una parola, moscio.
Probabilmente ha ragione, il fatto e' che generalmente riesco ad ironizzare su tutto, ma sul cadavere, ecco, proprio non mi viene.

rilasciato da nikapov | 16:57 | commenti (1)

lunedì, agosto 28, 2006

 Dead body killers.

Si può uccidere un cadavere?
Certo che no.
Non poteva scegliere termine più appropriato, Amelie, per indicare quell'ammasso di roba putrescente dall'incredibile tanfo che nella sua precedente esistenza costituiva il contenuto del nostro freezer.
Due settimane di ferie, il salvavita che salta e si trasforma in assassino al primo temporale, la lenta agonia del nostro.
Due settimane di lavoro, Amelie sola (io ancora in ferie) per tutta la prima, innanzi tutto la sepoltura, quindi l'odissea attraverso mari di detergenti, cambio del testimone la seconda settimana e sotto con l'ennesimo turno di candeggina, ammoniaca, aceto, limone e bicarbonato.
Risultato? Un tanfo acre di candeggina, ammoniaca, aceto e limone (fortuna che il bicarbonato non puzza) su di un fondo deciso al gusto di ... cadavere!
Egli vive (e lotta ancora con noi).
Morirà?

rilasciato da nikapov | 20:46 | commenti

giovedì, agosto 24, 2006

 Cazzate post-ferie

Conosco un tizio talmente fastidioso che non prende mai il raffreddore.
E' il raffreddore che prende lui.

rilasciato da nikapov | 14:02 | commenti

mercoledì, agosto 23, 2006

 Acqua.

- Israele continua a bombardare il Libano
- E il cessate il fuoco?
- Era un cessate il fuocherello

rilasciato da nikapov | 14:33 | commenti

lunedì, agosto 21, 2006

 Un italiano vero.

Mi auguro che tutti questi immigrati possano integrarsi un giorno.
Cosi' potrei farmi coraggio e provarci anch'io.

rilasciato da nikapov | 17:05 | commenti

domenica, agosto 20, 2006

 Cazzate di fine ferie.

Conosco un tizio che crede così poco in se stesso che fosse Dio sarebbe ateo.

rilasciato da nikapov | 11:48 | commenti

lunedì, agosto 14, 2006

 L'indulto dei cachi.

L’approvazione dell’indulto da parte dei due terzi dell’attuale Parlamento grazie soprattutto ai voti dei deputati e senatori di Centrosinistra (sic), appare come l’ennesima puntata della perenne oscillazione del pendolo della Politica e della Società italiane, sempre incerto se fermarsi dalle parti della Tragedia o da quelle della Farsa.
Nel caso delle recenti vicende parlamentari siamo decisamente nel secondo dei quadranti, quello della farsa, la quale pare essere l’unico possibile contraltare ad una tragedia autentica: le terribili condizioni, si dice in alcuni casi al limite dell’inumano, in cui è costretta a vivere una buona fetta della popolazione carceraria del nostro Paese.
Funziona sempre (spesso) così dalle nostre parti: c’è un problema?  Lo si ignora per lungo tempo fino a che per qualche oscuro motivo (nemmeno tanto oscuro in verità) qualcuno si sveglia e si accorge che ormai la situazione si è incancrenita. Che si fa allora? Il meno possibile, ovvero ci si mette una toppa, rinviando una vera soluzione al problema al (dopo)domani.
Le carceri sono sovraffollate? Buon senso vorrebbe se ne costruissero di nuove. Con un piccolo sforzo analitico in più si potrebbero ricercare le cause del continuo aumento del numero di carcerati, del perché molti di questi tornino a delinquere una volta fuori e del perché, ad esempio, una grande parte dei detenuti è composta da tossicodipendenti che fanno avanti e indietro dal carcere.
E invece niente di tutto ciò, l’unica  risposta che la politica sembra essere in grado di dare è la toppa-indulto, che mette fuori oggi qualche migliaio di detenuti senza alcun serio processo di reinserimento e che, di conseguenza, domani è pronta a riaccoglierli nelle medesime fatiscenti strutture.
Viene da chiedersi perché questo Paese non sappia affrontare i problemi in modo efficace e risolutivo.
Evidentemente vi è un certo deficit di serietà di fondo, una certa italica cazzonaggine che non aiuta, così come non sfuggono gli interessi spesso inconfessabili, da furbetti del quartierino (nel migliore dei casi, da mafiosi nel peggiore), che stanno dietro a certe non-soluzioni.
Risulta difficile, però, credere che chi concorre a promuovere  norme discutibili e talvolta poco popolari lo faccia sempre in malafede, per difendere gli amici o gli amici degli amici.
La risposta, piuttosto, va trovata nell’approccio fortemente ideologico con cui tali questioni vengono di solito affrontate. I risvolti farseschi – e la Tragedia appostata lì, subito dietro l’angolo -  di certi provvedimenti, non trovano spiegazione se non nella totale mancanza di senso pratico (e di visione sul medio e lungo termine) che ne ha contraddistinto la genesi.
L’analisi del problema, sempre che di analisi si possa parlare, muove quasi sempre da assiomi, da “a priori”dettati dall’ideologia (o da quel che ne resta). Sei di sinistra? Allora non dimenticare che dovresti stare dalla parte dei più deboli e indifesi, i carcerati di certo lo sono e perciò, chiudendo il sillogismo, non puoi che essere a favore dell’indulto. Sei di destra? Legge e ordine (con una buona dose di manganello) sono il tuo motto, perciò, parafrasando Bracardi, “In galera!!!”. Sei liberale di sinistra? Allora non puoi prescindere dal fatto che l’indulto favorisce Previti&Co. quindi “niet!”. Forza Italia? Anche tu non puoi prescindere, ma ti viene da prescindere nel senso opposto. Per non parlare del trasversale Partito del Cattolico Perdono (contagiosissimo anche per chi non crede), quelli del “l’ha chiesto il Papa”, che poi sono gli stessi che di fronte alla madre o al padre della vittima di turno proprio non riescono a trattenersi dal porre la fatidica domanda:”Lei perdona?”.
"Dio perdona, io no” verrebbe da rispondere. E agli entusiasti compagni verrebbe voglia di ricordare che deboli e soprattutto indifesi sono quei cittadini onesti che subiscono il ricatto di chi usa la forza e la violenza per affermarsi sugli altri, sopraffacendoli. Ma soprattutto ci piace ricordare che essere di sinistra (ma anche dirsi cristiani) significa rispettare l’altro e che nel caso di soggetti che con il loro agire hanno creato un danno alla società, il rispetto si esercita permettendo loro di espiare la pena in modo dignitoso e soprattutto facendo della pena non già una sorta di vendetta umiliante e degradante, ma piuttosto un’occasione per un possibile percorso di reinserimento nella società. Trasformando, in tal modo, il continuo alternarsi di tragedia e farsa in una semplice, lineare e, perché no, noiosa, storia a lieto fine.

rilasciato da nikapov | 13:05 | commenti