LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
sabato, marzo 15, 2003
Frammenti di blog paralleli
"[..]il quotidiano viaggio di ritorno verso casa, ad esempio. La tangenziale verso le 18, flussi di luce che si rincorrono, sovrapponendosi, superandosi, ramificandosi fino a invadere tutto lo spazio disponibile, ad inglobarsi la corsia d'emergenza non appena uno, il primo, decide che basta, è troppo tardi, è tutto troppo lento per essere sopportato.
In questo caos organizzato, infilato in un piccolo interstizio mobile, mi capita di sentire lo spazio tra me e la morte assottigliarsi, tendere sinistramente alla distanza che separa il mio mezzo da quello che segue. Sensazione accompagnata da una certezza quasi consolatoria, l'idea di un finale nel flusso che non può prescindere da una degna colonna sonora. Un brano notevole, emozionante, che, un attimo prima del congedo, riconoscerei come quello giusto."
Nel mentre il Nostro si produceva in un lezioso assolo e io mi stavo producendo nella prima parte del pensiero, "veramente un fenomeno", il tipo davanti ha frenato bruscamente. Sono un ragazzo prudente e mantengo più o meno le distanze, purtroppo trovo sempre dei coglioni che dietro mi si appiccicano ad un metro mentre la coda scorre a 100 Km/h.
Non so come abbia fatto ad evitarmi, me lo sono trovato che strisciava il pneumatico a fianco della mia auto.
La prima cosa che ho pensato è che il coglionazzo aveva provato a farmi morire ascoltando Steve Vai. Il quale, per tutta risposta, ha attaccato un altro assolo.
"Dicevamo? Ah sì, che du' palle".




