LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

martedì, marzo 18, 2003

 Disagi.
Come ho già avuto modo di dire, sono lo sfortunato possessore di un numero, in assoluto esiguo, ma per me anche troppo importante, di quote azionarie dell'azienda in cui lavoro. Vivo la cosa con un certo disagio, anzi con due: un disagio che definirei effimero e intrinseco e l'altro serio e contingente.

Effimero e intrinseco.
Comprare azioni della propria azienda vuol dire diventare proprietario di una parte di essa. Il Consiglio di Amministrazione, a cui io (moooolto indirettamente) in definitiva rispondo, risponde a sua volta agli azionisti, cioè (in teoria) anche a me.
Perciò devo rispondere (un po') a me stesso e non so bene se approfittarne per cazzeggiare ogni tanto (magari per scrivere sul blog) o se cazziarmi quando non faccio il mio dovere.

Serio e contingente.
Veniamo alle cose serie.
La Borsa in questi giorni ha recuperato parecchio terreno una volta certa la guerra.
Da bravo moralista, confesso tutto il mio disgusto per l'assoluto cinismo delle piazze finanziarie e per le speculazioni che avvengono sulla pelle della gente che soffre. Ma non è questo il punto, ciò che realmente mi turba è che io stesso sto guadagnando (più del 10% in questi giorni) sulle prossime disgrazie del popolo irakeno.
Se l'uomo più stupido del mondo dovesse decidere di radere al suolo l'Iraq e di ammazzare tutti gli irakeni, potrei magari raddoppiare il capitale.
Non so perché, ma l'idea di una caduta delle Borse e di un ridimensionamento del mio capitale al primo attentato terroristico, non riesce a sollevarmi da questo peso.













rilasciato da nikapov | 23:40 | commenti