LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
martedì, marzo 25, 2003
Mi confondo.
Il mio amico Adrix ha ragione e ha torto.
Ha ragione quando dice che la sinistra italiana abbonda di mediocri dirigenti, la cui visibilità è proporzionale alla loro pochezza.
La specialità dalle nostre parti è, non da oggi, la politica del distinguo, del primato del "duri e puri", della scissione dell'atomo.
A ciò si aggiunge la recente corsa, tutta berlusconiana, alla visibilità personale, all'Ego in mostra, un tempo contenuta e trattenuta nella rigidità stalinista del vecchio PCI e oggi esplosa nelle mille correnti dei DS, nei Bertinotti a proprio agio tra un bel décolleté e la faccia di Bruno Vespa, nelle mediocri e ridondanti interviste del Cofferati, nei Pecoraro Scanio e nei Rutelli, nelle Fondazioni che nascono come partiti su misura del loro presidente, nei rappresentanti dei movimenti, picconatori di partiti tradizionali, ma già così simili ai politicanti contro cui si scagliano.
Tutta in questo filone è contenuta la recente avventura della doppia manifestazione per la pace a Roma, vicenda cui noi, modesti elettori di questa sinistra scalcagnata (peraltro consci che dall'altra parte siam messi ben peggio), cui noi, uomini e donne che aspirano alla pace tra i popoli e quindi più modestamente alla pace nella sinistra, avremmo volentieri evitato di assistere.
Ha ragione da vendere il vecchio Adrix, ma non quando cade proprio nella trappola del distinguo, rifiutandosi di fare propria la bandiera della pace per non confondersi con gli estremisti dell'urlo-TV.
Trovo che l'unico aspetto positivo di questa crisi in Medio-Oriente, sia la nascita di un movimento eterogeneo, la "contaminazione" di persone provenienti da culture e percorsi molto diversi, unite sotto un'unica bandiera, denominatore comune di uno stesso sentimento e della stessa indignazione.
La contaminazione della manifestazione degli agricoltori che si trasforma in un happening per la pace (stupendo!), di quella degli insegnanti che antepongono il dramma dell'Iraq a quello della Moratti (drammi assolutamente confrontabili nella prospettiva di un prof).
In quest'ottica, perciò, anch'io mi confondo, mi mescolo volentieri, e rinuncio al mio punto di vista unico, di certo migliore degli altri, per andarmene a braccetto di Casarini, Bertinotti, D'Alema, Cofferati, Rutelli, del Papa e dei preti tutti.
Perfino di Pecoraro Scanio, vah.




