LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

mercoledì, aprile 09, 2003

 

Il parere dell'esperto.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (suona figo, eh?) il seguente contributo del Mozzo al dibattito scatenato da un mio atto onanistico:

L'inserto di B.George pone il dito su un aspetto importantissimo della programmazione genetica, il cui nome già è terribile, perché fa pensare alla riprogrammazione del patrimonio genetico tanto di moda oggi in ambito medico.
In realtà anche il termine "programmazione genetica" ha una sua ragion d'essere, ma tende ad essere sfruttato agevolmente dal superpippismo dilagante.
Si chiama programmazione genetica perché gli algoritmi genetici sono degli algoritmi di minimizzazione (o massimizzazione), e nell'ambito della ricerca operativa (altro termine altisonante che significa in parole povere l'arte di risolvere problemi di minimo o massimo con vincoli) le tecniche di minimizzazione prendono il nome di "programmazione": abbiamo quindi la programmazione lineare, non lineare, dinamica, ecc., a seconda del tipo di funzione da minimizzare e delle tecniche adottate allo scopo. Gli algoritmi genetici (o programmazione genetica) si basano in qualche modo su una ricerca pseudo-casuale del minimo, aiutata da "botte" random e selezione dei punti migliori. Per altro, il carico computazionale di un algoritmo di programmazione genetica non è indifferente (c'è tutta una letteratura dedicata alla parallelizzazione degli A.G. su cluster di macchine) e la sua effettiva esecuzione richiede un approccio del tutto algoritmico al problema. Il grande vantaggio della programmazione genetica sta nella relativa facilità di soluzione di problemi di minimo vincolato su funzioni non lineari, di molte variabili, di cui non si conosce il gradiente. A partire da questo punto, ogni problema in cui si può definire come criterio di progetto la minimizzazione di un funzionale può essere ricondotto ad un problema di programmazione. Pindaro mi ha fatto un baffo, e mi riallaccio dunque all'inizio del post, in cui parlavo della considerazione fatta da B.George... tutto sta nella definizione del funzionale, quello che si chiama in programmazione genetica "funzione di fitness". E qui entriamo in un circolo vizioso... Perché nella definizione della fitness entra in gioco la presupponenza del risultato citata da B.George. Vi dirò di più, che molto spesso quando si lavora con gli algoritmi genetici si segue un percorso molto poco rigoroso, e cioè:
1) si definisce una fitness
2) si minimizza con la programmazione genetica
3) si va a vedere cosa abbiamo creato con quella fitness minima
4) se il risultato non è vicino a quello che supponevamo di ottenere si butta il risultato alle ortiche, si definisce una nuova fitness e così via. Tutto sommato credo che le soluzioni a problemi progettuali in cui si crea un prototipo minimizzando una fitness tramite la P.G. siano di due tipi:
1) subottime, abbastanza simili alle nostre aspettative, che forniscono un risultato che ha in qualche modo già "ristagnato" nella nostra mente.
2) con spunti fuori dal comune senso del pensare, che provengono principalmente dalla possibilità di introdurre qualche mutazione random nell'algoritmo.
Tali soluzioni, se prese attentamente in esame potrebbero talvolta condurre ad allargare i nostri orizzonti progettuali. Tali soluzioni vengono invece spesso scartate senza appello.
Quindi, sono d'accordo con Nikapov quando dice che tutto sommato l'idea di un intelligenza che capisce se stessa è quanto meno impressionante, soprattutto se paradigmi interessanti devono per forza di cose essere implementati attraverso soluzioni prettamente algoritmiche. Credo comunque che una buona fetta della comunità scientifica stia adesso usando correttamente i paradigmi della cosiddetta AI, rivolgendosi a specifiche applicazioni pratiche, senza più illudersi che il Perceptrone Multistrato è un emulatore di cervello. La ricerca di base rivolge invece i suoi interessi verso altri paradigmi più intriganti, in particolare quelli dei sistemi complessi, autopoietici, auto-organizzanti, e ai paradigmi dell'"Emergence", e delle catastrofi.
Vi rimando ai vari Gell-Mann, Capra, Maturana-Varela, e al buon Strogatz, di cui cito il neo-pubblicato "Sync: The Emerging Science of Spontaneous Order".
Ciò detto, vado a letto. Domani devo alzarmi presto, le mie reti neurali mi aspettano...

Decisamente interessanti le considerazioni del Mozzo, che non per niente non è il primo pirla che passa, facendo di mestiere il ricercatore universitario e lavorando proprio in questo campo.
Al di là delle frasi di circostanza trattasi di solenne abbattimento del volo pindarico del nikapov, basato su poco più che una lettura superficiale di un articolo su Le Scienze, e di una conferma delle perplessità di b.georg.
Il Mozzo, ahimé, ci riporta bruscamente alla realtà, e la realtà è la limitatezza dell'approccio umano, che passa inesorabilmente per l'astrazione algoritmica nello sforzo di risolvere problemi. Il tentativo di comprendere il processo e soprattutto di governarlo, porta per forza di cose alla semplificazione del processo stesso e quindi alla necessità di selezionare solo alcune delle direzioni di sviluppo.
In questo ambito, l'individuazione di un criterio di selezione, torna il discorso di b.georg sul "presupporre il risultato", per cui alla fine si scelgono le strade più affini a ciò che ci si aspetterebbe. Questo è un secondo limite, tipicamente "umano".
Ma il Mozzo mette l'accento anche su un altro aspetto che mi sembra interessante, su uno sport abbastanza diffuso tra lo scienziato contemporaneo. Quello di sostituirsi in toto al filosofo, avviandosi, spesso da solo, attraverso percorsi per cui quasi mai è attrezzato.
E se si perde un ingegnere di poca importanza con un blog di ancor meno importanza è un conto, se il disperso è un fisico discretamente famoso, beh, le cose possono diventare un po' più gravi (magari non sempre).

Comunque ho ancora un po' di cose da chiederti, Mozzo, una volta che passi per Catania ci spariamo una birra con Adrix. Se si unisce anche b.georg, a lui la birra la offriamo ;-)




















rilasciato da nikapov | 00:11 | commenti (3)