LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

giovedì, maggio 01, 2008

 Soldi pubblici.

Mi colloco istintivamente tra coloro che sono a favore della pubblicazione online dei redditi di tutti i contribuenti italiani, ma nel contempo mi rendo conto di come una misura di questo genere rappresenti un vero e proprio shock culturale per il nostro paese. Non è un caso che il Garante della Privacy sia intervenuto prontamente a stoppare l'azione del Ministero.
Ora, è evidentente che la privacy in Italia rappresenti quella magica parolina che entra in gioco solo quando  si va a toccare qualche privilegio importante - non serve certo, ad esempio, ad impedire a Sky di rompermi i coglioni tutti i giorni con le sue offerte del cazzo, nonostante abbia più volte fatto presente di aver negato il consenso all'uso dei miei dati telefonici per scopi di marketing -  e in questo caso la misura non farebbe di sicuro la gioia di diversi grandi evasori fiscali.
Ciò non toglie, però, che molti anche tra coloro che non hanno particolari interessi da difendere o da coprire, possano essere infastiditi da un provvedimento di questo genere e ciò per una serie di motivi.

Il primo è che la cultura cattolica del senso di colpa e del Cristo povero, di cui siamo permeati, fa sì che il nostro rapporto con il denaro sia piuttosto schizofenico e mai del tutto risolto. I soldi ci piacciono e nel medesimo tempo ci fanno un po' schifo, accompagnandosi sempre ad un ipocrita senso di sporcizia. Non è bello far sapere quanto guadagniamo, suona un po' volgare , è un po' come se esponessimo in pubblico le nostre mutande sporche, magari gli altri capiscono che non sono troppo pulite, ma non è il caso di fornire loro troppi dettagli o addirittura mostrargliele.

In secondo luogo pesa il fatto che purtroppo non viviamo in una società meritocratica e per questo un provvedimento del genere creerebbe facilmente una spirale senza fine di recriminazioni. A titolo di esempio, si pensi a quello che scopre che il suo collega d'ufficio, proprio quello che non fa un cazzo tutto il giorno, guadagna più di lui che sgobba come un matto.

Infine credo che semplicemente alle nostre latitudini non si sia abituati a tanta radicale trasparenza e lo shock si manifesterebbe subito con una forma acuta di morbosa curiosità. In effetti è quello che è già successo, a poche ore dalla pubblicazione dei dati dei contribuenti, i server del Ministero delle Finanze sono andati letteralmente in tilt, presi d'assalto da orde di curiosi interessati a sapere quanto guadagni questo o quell'altro VIP, piuttosto che il proprio vicino o il collega d'ufficio.

Per questo questo e quest'altro motivo, le famose liste non vedranno mai più la luce su Internet e voi non potrete mai sapere quanto guadagna il vostro capo. Consolatevi, però: non vi sarebbe stato di alcun aiuto per comprendere i motivi per cui egli è lì nonostante sia manifestamente più scarso di voi.

rilasciato da nikapov | 00:50 | commenti (2)