LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
sabato, agosto 02, 2003
LA STAZIONE
Ogni giorno, nel primo pomeriggio, la stazione della Circumvesuviana è deserta.
Nel parcheggio auto arroventate riflettono da ore il sole cocente; il giornalaio sonnecchia tenendosi la tempia con una mano; il barista lascia il bancone per sorseggiare caffé seduto da solo ad un tavolino; il bigliettaio, dietro il vetro, non c'è.
Ma capita che un giorno ci vai alla stazione, nel primo pomeriggio, e la trovi starpiena di gente!
Il barista, tutto allegro, prepara caffé e serve bibite; il giornalaio, pimpante, regala sorrisi a tutti e chiacchiera con 2 clienti; il bigliettaio è davanti al vetro, con una spalla appoggiata al suo gabbiotto, magari per reggerlo, mentre guarda la folla.
Una folla assurda e inusuale, vestita con giacche e cappotti in un ardente pomeriggio d'agosto!
Guardi fuori e nel parcheggio le auto sono nascoste da camion bianchi che hanno tutti una farfallina disegnata su un fianco, tutti tranne uno scuro con una grossa scritta colorata: LA SQUADRA.
E allora vedi che accanto alla farfallina c'è la scritta RAI e che tra la strana folla si nascondono riflettori, microfoni, telecamere, che da una parte c'è un tipo seduto su una sedia da regista, ma non ha il megafono, che chi è vestito estivo osserva e che lì in mezzo c'è quella cabina telefonica che non c'è proprio mai stata, è finta.
E capisci di essere capitato in un set televisivo, in una fiction, una finzione.
Chiedi permesso e vai verso il treno, a te non interessa la finzione, tu proprio ieri hai capito quanto è importante la verità...




