LUCCICANZA
(Del poco che avanza)
giovedì, maggio 26, 2005
Perche' 4 si' al referendum.
Credo ci sia un punto sostanziale che divide chi si riconosce nel fronte del si' e i nuovi (?) crociati dei diritti dell'embrione.
L’idea che alcuni valori, quali la sacralita’ della vita umana o dell’embrione stesso, siano assoluti (ispirati da Dio), e come tali pre-condizioni di un qualunque discorso.
Personalmente non credo sia cosi’, ritengo che, ad esempio, il valore della sacralita’ di qualunque vita umana sia una conquista (e sottolineo conquista) culturale tutto sommato recente. Gli ebrei al rogo o gli africani schiavizzati son robe mica tanto lontane, d’altronde.
E di conquista recente di tratta anche per la Chiesa Cattolica, avezza in tempi passati a bruciare sul rogo eretici e streghe varie, nonche’ a giustificare la pena di morte in casi eccezionali (e questo fino a tempi molto vicini).
Detto questo, mi pare che la sacralita’ dell’embrione in quanto essere umano a tutti gli effetti, sia tuttora oggetto di dibattito etico-culturale e quindi tanto piu’ debba essere sottratta ad integralismi e crociate.
Anche perche' in alcuni casi (vedi l'obbligo per la madre a farsi impiantare tre embrioni, previsto dalla legge attuale) si tratta eventualmente di scegliere tra due violenze, sul nuovo concepito o sulla madre. In altri casi, il discorso non dovrebbe prescindere da un dibattito di fatto globalizzato, dalle scelte di altri paesi, al fine da evitare ipocriti ed iniqui fenomeni di turismo procreativo.
Parliamo comunque di tematiche dolorose, in cui non e' sempre cosi' facile prendere posizione netta. E' davvero eticamente accettabile produrre embrioni umani all'unico scopo di effettuare su di essi ricerca medica? Francamente non ho una risposta.
Cio’ che pero' trovo inaccettabile e’ il voler tagliare il dibattitto con l’accetta, ricorrendo a presunte (e discutibili) verita’ assolute.
O, ancora peggio, a imposizioni legislative (fine di ogni dibattito) che da tali verita’ oggettivamente muovono.




