LUCCICANZA
(Del poco che avanza)

mercoledì, novembre 19, 2003

 

Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya...

Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse oggi preferirei essere vivo, anziché un eroe.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse sarei orgoglioso del mio Paese e commosso dall'affetto che milioni di concittadini hanno avuto per me.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse non mi riconoscerei perfettamente nel ritratto che i media hanno fatto della mia persona: eroe buono e generoso, sempre pronto a darsi agli altri e a sacrificarsi per i bambini dell'Iraq; ogni tanto magari sarò stato un po' testa di cazzo, a chi non succede?
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse penserei che la guerra è una bella stronzata, magari l'avevo sempre sospettato, ma ora che non ci sono più ne sono certo.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse sarei un po' scocciato, perché magari sono uno dei civili italiani morti e mi sento trattato da eroe di serie B, prova ne sia che nessuno di quelli che hanno letto fino a qua immaginava che non fossi un Carabiniere.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse sarei molto scocciato, perché in realtà sono un irakeno morto sulla strada adiacente la base e per me non c'è funerale di Stato, io non ce l'ho più uno Stato.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya forse sarei furibondo, perché sono uno dei kamikaze e qui non c'è traccia delle tredici vergini che mi avevano promesso; così, per consolarmi, magari vi inviterei a riflettere sulla lenta accettazione da parte della vostra civiltà di un atto, il suicidio del kamikaze, che fino a non troppo tempo fa vi sembrava aberrante.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya magari sarei un carabiniere italiano e forse sarei comunque incazzato, perché al funerale i posti dei miei genitori erano occupati dalle autorità.
Se io fossi il carabiniere di prima mi chiederei se davvero fosse necessario che il TG1 stasera riportasse con enfasi il gesto del nostro Presidente del Consiglio, che ha alla fine lasciato il posto in prima fila ai miei genitori umiliati.
Se io fossi il carabiniere di prima forse penserei che mannaggia quella volta che ho deciso di partire.
Se io fossi un soldato morto a Nassirya forse penserei alla fortuna del soldato Jessica, ma come lei mi sentirei usato due volte da chi oggi mi commemora come un eroe della sua Giusta Guerra, mentre ieri mi ha mandato al macello per poter conquistare la sua fetta di potere.
Se io fossi uno dei ragazzi morti a Nassirya mi sentirei usato anche dal coglione che scrive su questo blog e che mi sfrutta per esprimere i suoi confusi sentimenti.
Forse (spero) lui lo perdonerei, perché almeno per questo è in grado di provare un po' di senso di colpa, mentre quegli altri, quelli dell' 'armiamoci e partite', beh, proprio non ne sono capaci.













rilasciato da nikapov | 01:20 | commenti